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factory worker welding Kike Calvo/UIG via Getty Images

Gli accordi commerciali possono essere amici del lavoro?

CAMBRIDGE – I portavoce dei lavoratori lamentano da tempo il fatto che gli accordi commerciali internazionali siano guidati dalle agende delle imprese e prestino scarsa attenzione agli interessi dei lavoratori. Il preambolo del World Trade Organization Agreement menziona l’obiettivo della “piena occupazione”, ma gli standard sul lavoro restano esclusi dall’ambito di applicazione del regime commerciale multilaterale. L’unica eccezione è una clausola,

lasciata dopo il General Agreement on Tariffs and Trade (precursore della WTO) del 1947, che consente ai governi di limitare le importazioni che sono prodotte con i lavori forzati.

Gli accordi commerciali regionali, invece, hanno da tempo preso a bordo gli standard sul lavoro. In questi accordi, il collegamento tra accesso preferenziale al mercato e adesione ai principali diritti del lavoro è diventato sempre più esplicito. Nell’originale accordo NAFTA (North American Free Trade Agreement), siglato nel 1992, gli standard sul lavoro erano inclusi in un patto collaterale. Da allora gli accordi commerciali americani includono solitamente un capitolo sul lavoro.

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