kjames1_spencer platt_getty images_stock market pandemic Spencer Platt/Getty Images

Ripensare la resilienza nel mondo del business

LONDRA/GINEVRA – Quella legata alla pandemia da Covid-19 è la più grave emergenza sanitaria degli ultimi cento anni, e la causa della recessione economica più profonda dell’era moderna. La pandemia ha fatto emergere diverse vulnerabilità nei sistemi sanitari e nelle reti di protezione sociale in tutto il mondo, evidenziato ampie disuguaglianze, e dimostrato come delle gravi perturbazioni possono diffondersi rapidamente attraverso sistemi interconnessi. Evidentemente, le nostre società ed economie non sono resilienti come pensavamo.    

Uno dei motivi che hanno reso così difficile reagire alla pandemia è stato la decisa eliminazione del “margine produttivo” dai nostri sistemi. Le aziende sono ormai diventate discepole del vangelo dell’efficienza e della produzione “just-in-time”, i governi, gravati dalle ristrettezze economiche, faticano a erogare perfino i servizi di base, e i sistemi naturali sono stati spinti oltre il loro limite. Ora che ci troviamo in mezzo a una crisi, ci rendiamo conto che ciò che era percepito come una capacità produttiva in eccesso era, in realtà, una ridondanza necessaria. 

Altre crisi ci attendono, dagli effetti domino della pandemia da Covid-19 all’impatto complessivo del cambiamento climatico e di altri sconvolgimenti dei sistemi naturali da cui dipendiamo. Alcune crisi, inevitabilmente, ci piomberanno addosso senza preavviso come “cigni neri”, molte altre, invece, somiglieranno a ciò che Michele Wucker chiama “rinoceronti grigi”, cioè situazioni di pericolo altamente probabili e a impatto elevato di cui siamo coscienti ma che tendiamo a ignorare.   

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