Clima e competitività

BERLINO – Man mano che la crisi del debito in Europa rientra si profila all’orizzonte un altro disastro economico, stavolta riguardante il prezzo dell'energia. Dall’inizio del 2000, i prezzi medi dell’energia elettrica per le industrie europee sono più o meno raddoppiati, mentre oggi il gas costa alle imprese d'Europa due volte quello che costa ai loro concorrenti statunitensi. Le ambiziose politiche climatiche europee, che puntano ad aumentare i prezzi delle energie "cattive", stanno forse distruggendo la base industriale del continente?

A prima vista, i numeri sembrano dare ragione ai pessimisti. Ma com’è possibile che un divario di prezzo così ampio non abbia ripercussioni sulla competitività? E se i prezzi elevati dell'energia determinano un calo delle esportazioni, come mai la Germania, paese tra i più ambiziosi al mondo in quanto a politiche climatiche, ha raddoppiato le proprie esportazioni rispetto al 2000?

In realtà, l'evidenza empirica dimostra che, in molti casi, una ulteriore riduzione delle emissioni di anidride carbonica può aiutare a rendere le imprese più competitive. Esplorare questa strada può dischiudere importanti opportunità in relazione non solo alla lotta contro il cambiamento climatico, ma anche alla solidità economica dell'Europa sul lungo periodo.

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