21

La Nuova Sfida Mercantilista

CAMBRIDGE – La storia dell'economia è in gran parte una lotta tra due opposte scuole di pensiero, "liberismo" e "mercantilismo". Il liberalismo economico, con la sua enfasi sulla dell'imprenditoria privata ed il libero mercato, è la dottrina oggi dominante. Ma la sua vittoria intellettuale ci ha reso ciechi riguardo al grande fascino - ed al frequente successo -delle pratiche mercantilistiche. In realtà, il mercantilismo rimane vivo e vegeto, ed è probabile che il suo continuo conflitto con il liberalismo sia una delle forze più importanti a influenzare il futuro dell'economia globale.

Oggi, il mercantilismo viene in genere liquidato come un insieme arcaico e palesemente erroneo di idee sulla politica economica. E di certo, nel loro periodo di massimo splendore, i mercantilisti hanno sostenuto alcune teorie molto strane, prima tra queste l’idea che la politica nazionale dovrebbe essere guidata dall’accumulazione di metalli preziosi - oro e argento.

Il trattato di Adam Smith del 1776, The Wealth of Nations, ha magistralmente demolito molte di queste idee. Smith ha dimostrato, in particolare, che il denaro non deve essere confuso con la ricchezza. Come egli ha dichiarato, "la ricchezza di un paese non consiste solo nel suo oro e nel suo argento, ma nelle sue terre, le sue case e nei beni di consumo di tutti i tipi."

Ma è più corretto pensare al mercantilismo come ad un modo diverso di organizzare il rapporto tra lo Stato e l'economia - una visione che oggi non possiede una minore rilevanza di quanto l’avesse nel XVIII secolo. I teorici mercantilisti, come Thomas Mun, erano in realtà forti sostenitori del capitalismo; essi proposero solo un modello diverso da quello del liberalismo economico.