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Di chi è la banca centrale?

BERKELEY – In generale, o almeno per i prossimi 115 anni (se non di più) e sicuramente sin dalla pubblicazione nel 1898 dello studio dell’economista svedese Knut Wicksell, Geldzins und Güterpreis (Interesse e prezzi), gli economisti sono divisi in due fazioni rispetto alla funzione e agli scopi della banca centrale.

Una parte, che chiameremo la fazione bancaria, considera la banca centrale come una banca per banchieri. I suoi clienti sono le banche che possono chiedere alla banca centrale dei prestiti quando lo necessitano, mentre la sua funzione principale è di sostenere il settore bancario in modo che le banche possano trarre i loro profitti nella gestione del proprio business. Ma la banca centrale deve sopratutto garantire che la riserva di denaro sia abbastanza consistente da evitare che una condizione di illiquidità, pittosto che una procedura d’insolvenza, costringa le banche a dichiarare bancarotta e ad essere liquidate.

L’altra fazione, che chiameremo invece la fazione macroeconomica, vede le banche centrali come degli amministratori dell’economia. Il ruolo di una banca centrale per loro è quello di sostenere nella pratica la legge di Say, ovvero il principio secondo cui l’offerta deve essere bilanciata dalla domanda, evitando una domanda troppo ridotta per l’acquisto di ciò che viene prodotto (il che porterebbe alla disoccupazione) o una domanda superiore all’offerta (il che comporterebbe invece l’inflazione), dato che la legge di Say non regge nella teoria. In altre parole, la responsabilità principale della banca centrale non è preservare la salute delle aziende che costituiscono il settore bancario, ma mantenere il solido funzionamento complessivo dell’economia.

Negli Stati Uniti, dal 15 settembre 2008 (il giorno della bancarotta della Lehman Brothers) fino a quando il Segretario del Tesoro statunitense di allora, Tim Geithner, annunciò nel maggio del 2009 che a suo avviso le principali banche statunitensi avevano, o erano comunque in grado di accumulare, sufficiente capitale da fare da cuscinetto, le conclusioni e gli interessi di entrambe le fazioni sono stati esattamente gli stessi. Per entrambe le fazioni, infatti, ridurre lo squilibrio tra l’offerta e la domanda aggregata richiedeva, innanzitutto, la preservazione del sistema bancario. A sua volta, la preservazione del sistema bancario implicava un incoraggiamento della domanda aggregata al fine di avvicinarla all’offerta aggregata. In questo contesto, sono stati infatti elargiti diversi incentivi economici a sostegno delle banche, e allo stesso modo i piani di salvataggio delle banche hanno ampiamente attinto ai vari incentivi economici.