Tim Brinton

Il prezzo della prevenzione delle crisi

BRUXELLES – Sono passati due anni da quando è esplosa la crisi finanziaria e solo ora iniziamo a realizzare quanto ci verrà probabilmente a costare. Andrew Haldane, membro della Banca d’Inghilterra, stima che il valore attualizzato della contrazione di output dovuta alla crisi potrebbe raggiungere il 100% del PIL mondiale.

Questa stima può sembrare incredibilmente alta, ma è relativamente prudente, visto che presuppone che solo un quarto dello shock iniziale risulterà in una riduzione permanente di output. Secondo i veri pessimisti, che credono che la maggior parte, se non la totalità,  dello shock avrà un impatto permanente sull’output, le perdite totali potrebbero essere due o tre volte più alte.

Un anno di PIL mondiale corrisponde a 60.000 miliardi di dollari, che corrispondono a cinque secoli di aiuti pubblici allo sviluppo o, per essere ancora più concreti, a dieci miliardi di classi scolastiche nei villaggi africani. Certo, questo non è un costo diretto per le casse pubbliche (i costi diretti dei piani di salvataggio delle banche sono molto più bassi), ma questa perdita di output è il vero costo di riferimento quando si consideri come ridurre la frequenza delle crisi.

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