43

La politica della rabbia

CAMBRIDGE – Forse l’unico aspetto davvero sorprendente della reazione populista che ha sconvolto la politica in molte democrazie avanzate è il fatto che abbia impiegato così tanto a emergere. Soltanto due decenni fa, era facile prevedere che la riluttanza dei politici a fornire un antidoto alle insicurezze e ineguaglianze della nostra era iper-globalizzata avrebbe creato un ambiente politico favorevole a demagoghi dalle soluzioni facili. Allora c’erano Ross Perot e Patrick Buchanan; oggi abbiamo Donald Trump, Marine Le Pen e molti altri.

La storia non si ripete mai veramente, ma le sue lezioni sono comunque importanti. Andrebbe ricordato che la prima era della globalizzazione, che culminò nei decenni precedenti alla prima guerra mondiale, finì per produrre una reazione politica ancora più violenta.

L’evidenza storica è stata ben sintetizzata da Jeffry Frieden, un mio collega di Harvard. Nel periodo clou del Golden Standard, sostieneFrieden, gli attori della scena politica tradizionale dovettero frenare su riforme sociali e identità nazionale per dare priorità ai legami economici internazionali. La reazione che ne derivò assunse due forme diverse nel periodo interbellico, entrambe fatali: socialisti e comunisti scelsero le riforme sociali, mentre i fascisti optarono per l’affermazione nazionale. Entrambe le strade allontanarono i passi dalla globalizzazione portandoli verso la chiusura economica (e molto peggio).

La reazione a cui assistiamo oggi difficilmente si spingerà a tal punto. Per quanto siano stati onerosi, gli sconvolgimenti legati alla grande recessione e alla crisi dell’euro impallidiscono di fronte a quelli che caratterizzarono la Grande Depressione. Le democrazie avanzate hanno costruito – e conservano (nonostante le recenti difficoltà) – ampie reti di sicurezza sociale in forma di sussidi di disoccupazione, pensioni e aiuti alle famiglie. Oggi l’economia mondiale si avvale di organismi internazionali funzionali – come il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio – di cui non disponeva prima della seconda guerra mondiale. E, dulcis in fundo, movimenti politici estremisti, come il fascismo e il comunismo, sono stati ampiamente screditati.