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Dalla Grecia un altro test per l’Europa

PRINCETON – Nell’ultimo anno, non è stato difficile distrarsi dalla crisi del debito pubblico greco. Grazie a un profluvio di fondi ufficiali, la Grecia è apparsa in via di guarigione e, nonostante i ritardi nelle privatizzazioni, il governo è stato lodato per aver perseverato nell’austerità fiscale. In un’estate all’insegna di un placido trionfalismo per l’Europa, ci voleva poco per superare aspettative sempre più basse.

Ma la Grecia ha in serbo un altro test per l’Europa, stavolta con un pizzico di rivalsa.

La crisi greca è stata clamorosamente spropositata. Dopo la rivelazione che vari governi in successione avevano mentito riguardo all’entità, colossale, dei deficit fiscali e agli squilibri macroeconomici, la Grecia ha perso l'accesso ai mercati obbligazionari internazionali. Dal 2010, il Paese dipende, come mai in passato, da ingenti fondi di salvataggio. Tuttavia, poiché i suoi creditori, cioè il Fondo monetario internazionale e alcuni governi europei, hanno mal compreso le sfide che il Paese stava affrontando, gli aiuti hanno solo ritardato l'inevitabile default sovrano, e causato una brusca contrazione dell’economia, amplificando così le dolorose conseguenze.

La speranza era che i greci avrebbero finito per addossarsi tutto il fardello, un’ipotesi che non è mai stata né in cielo né in terra. La crisi greca era destinata sin dall’inizio a riversarsi oltre i confini nazionali, restava solo da chiarire chi avrebbe dovuto farsene carico.