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L’ondata di crimini societari dell’economia globale

NEW YORK – Il mondo sta affogando nelle frodi societarie e i problemi sono concentrati soprattutto nei paesi ricchi – quelli che in teoria dovrebbero avere una “good governance”. I governi dei paesi poveri forse accettano più bustarelle e commettono maggiori violazioni, ma sono i paesi ricchi ad ospitare società internazionali che compiono enormi violazioni. Il denaro conta e sta corrompendo la politica e i mercati di tutto il mondo.

Non passa giorno senza che si verifichi un atto illecito. Durante lo scorso decennio ogni società di Wall Street ha pagato multe sostanziose per falso in bilancio, insider trading, frode azionaria, schemi Ponzi o per appropriazione indebita da parte dei Ceo. Un importante caso di insider trading, che vede implicate alcune personalità finanziarie di spicco, tiene banco attualmente a New York e fa seguito a una serie di multe pagate dalle maggiori banche di investimento americane per accuse di violazioni azionarie.

Esiste, in effetti, una responsabilità limitata. A due anni dalla peggiore crisi finanziaria della storia, che fu alimentata dal comportamento spregiudicato delle maggiori banche di Wall Street, nessun leader finanziario ha rischiato il carcere. Quando le società sono multate per atti illeciti, a pagare sono gli azionisti, e non i Ceo e i manager. Le multe sono sempre una minima frazione dei guadagni disonesti e ciò comporta che a Wall Street le pratiche corrotte diano vita a buoni rendimenti. Anche oggi, la lobby bancaria non ha paura di enti di vigilanza e politici.

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