0

Il palliativo europeo per la crisi

BRUXELLES – La crisi dell’euro è forse vicina a una risoluzione? I leader europei hanno l’intenzione di promuovere entro la fine di questo mese un pacchetto completo di misure non solo per dare un taglio alla crisi, ma soprattutto per preservare la stabilità dell’euro. Sfortunatamente non riusciranno nel loro intento, dal momento che parte delle misure finora rese note si limitano ad affrontare i sintomi della crisi e non le cause più profonde.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ci tiene giustamente a precisare che non si dovrebbe parlare di “crisi dell’euro” ma di “crisi del debito”. Se a questo avesse aggiunto che si tratta di una crisi sia di debito sovrano che di debito bancario, avrebbe decisamente colto nel segno.

Sulla base di tale diagnosi, per trattare la crisi bisognerebbe trovare subito una soluzione rispetto al problema dei debiti, legato a governi superindebitati e a banche insolventi. Purtroppo non si sta facendo nulla in tal senso, su entrambi i fronti.

I nuovi e complessi meccanismi per il coordinamento delle politiche economiche, al centro dell’agenda dell’Unione, potrebbero spingere i membri dell’Eurozona ad adottare politiche più ragionevoli, al fine di incrementare la competitività delle proprie economie e rafforzare le proprie posizioni fiscali. Non dimentichiamoci però che, fino a poco tempo fa, l’Irlanda e in una certa misura la Spagna venivano considerate esempi brillanti di economie competitive in grado di creare un numero record di posti di lavoro.