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Una Voce Politica per le Diseguaglianze

MILANO – Ci è voluto molto tempo perché la crescente disuguaglianza avesse un impatto sulla politica, come è improvvisamente successo negli ultimi anni. Poiché oggi essa è diventata una delle questioni fondamentali, le priorità economiche nazionali dovranno cambiare sostanzialmente al fine di creare economie e società più eque ed inclusive. Se non lo fanno, la gente potrebbe abbracciare alternative esplosive ai loro governi attuali, come ad esempio i movimenti populisti che oggi si stanno diffondendo in molti paesi.

I leader politici parlano spesso di modelli di crescita che distribuiscono in modo iniquo i benefici della crescita; ma poi fanno relativamente poco quando sono al potere. Allorché i paesi declinano lungo il sentiero di modelli di crescita non inclusivi, di solito si registra mancanza di rispetto per le competenze, disillusione nei confronti del sistema politico e dei valori culturali condivisi, e perfino una maggiore frammentazione e polarizzazione sociale.

Il riconoscimento dell’importanza di come i benefici economici vengono distribuiti non è, ovviamente, cosa nuova. Nei paesi in via di sviluppo, l’esclusione economica e le disuguaglianze estreme sono sempre state sfavorevoli a modelli di crescita elevata a lungo termine. In queste condizioni, le azioni a favore della crescita sono politicamente insostenibili, e sono in ultima analisi, compromesse da tensioni politiche, disordini sociali, e persino violenze.

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