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Un passo avanti per il debito sovrano

NEW YORK – Ogni paese avanzato dispone di una normativa fallimentare , ma non c’è un quadro normativo equivalente per i mutuatari sovrani. La mancanza di una legge ha la sua importanza, poiché, come vediamo in Grecia e a Porto Rico, può togliere vita all’economia.

A settembre le Nazioni Unite hanno fatto un grande passo avanti, approvando una serie di principi sulla ristrutturazione del debito sovrano. Le nove regole, vale a dire il diritto di uno stato sovrano a iniziare una ristrutturazione del debito, l’immunità sovrana, il trattamento equo dei creditori, la ristrutturazione a (super) maggioranza, la trasparenza, l’imparzialità, la legittimazione, la sostenibilità e la buona fede nelle negoziazioni, formano le basi di una efficiente rule of law internationale.

Il sostegno enorme di questi principi, con 136 membri delle Nazioni Unite a favore e solo sei contro (guidati dagli Stati Uniti), mostra la portata del consenso globale sul bisogno di risolvere la crisi del debito in maniera tempestiva. Ma il prossimo passo – un trattato internazionale che instaura il regime di bancarotta globale a cui i paesi sono vincolati– potrebbe rivelarsi più difficile.

I recenti avvenimenti sottolineano gli enormi rischi derivanti dalla mancanza di un quadro normativo per la ristrutturazione del debito sovrano. La crisi del debito di Porto Rico non può essere risolta. In particolare, i tribunali statunitensi hanno annullato la legge fallimentare nazionale, stabilendo che dal momento che l'isola è, in effetti, una colonia degli Stati Uniti, il suo governo non aveva alcuna autorità a emanare una propria legislazione.