British pound Max Mumby/Indigo

La Brexit e i conti con la sterlina

BERKELEY – I primi effetti della Brexit sono sotto gli occhi di tutti e al contrario di quello che affermano alcuni, non sono positivi. A luglio, dopo il referendum, la fiducia dei consumatori è crollata ai livelli più bassi dal 1990. I dati sul settore manifatturiero e delle costruzioni sono scesi vertiginosamente. Anche se i dati di agosto sono andati meglio, è troppo presto dire se il miglioramento era solo un “rimbalzo del gatto morto”.

In questo mondo confusionario post-referendum, l’unica buona notizia è il calo della sterlina sul mercato Forex. Un tasso di cambio più basso renderà le esportazioni britanniche più competitive. Di fronte a prezzi di importazione più alti, i consumatori sposteranno la loro spesa verso i beni nazionali. Anche questo spingerà l’economia britannica.

La questione è quanto è grande la spinta. Gli scettici avvertono che la Gran Bretagna fa grande affidamento sulle esportazioni di servizi finanziari, che non sono particolarmente sensibili ai prezzi, e che lo scopo della crescita di esportazioni di merci è limitata dal rallentamento della domanda globale.

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