Il prossimo patto sociale

PARIGI – Oggi in tutto il mondo la persistente disoccupazione, la mancata corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro e i piani pensionistici sono diventati cruciali per la politica fiscale – e per i dibattiti politici, spesso feroci, che l’accompagnano. I Paesi avanzati devono far fronte all’immediato problema dell’“invecchiamento” della popolazione, ma anche molte delle economie emergenti si trovano nel mezzo di una transizione demografica che si tradurrà in una struttura simile a quella delle economie avanzate – ossia, una piramide invertita – tra soli due o tre decenni. In effetti, la Cina ci si sta già avvicinando.

Sono molteplici i problemi che affliggono l’occupazione. La debole domanda nel periodo successivo alla crisi finanziaria globale iniziata nel 2008 resta un fattore chiave in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone. Ma le questioni strutturali a lungo termine stanno altresì appesantendo i mercati del lavoro.

Fatto ancora più importante, la globalizzazione si traduce in un continuo spostamento del vantaggio comparativo, creando seri problemi di aggiustamento, dal momento che l’occupazione creata in nuove attività non necessariamente compensa la perdita di posti di lavoro in quelle vecchie. In ogni caso, la maggior parte dei nuovi posti di lavoro richiede competenze diverse e ciò implica che i lavoratori che hanno perso il lavoro nei settori in calo non hanno speranza di trovarne un altro.

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