haass119_Chip SomodevillaGetty Images_protestors clash US Chip Somodevilla/Getty Images

Un’America, due nazioni

NEW YORK – Mentre sto scrivendo, in tutti gli Stati Uniti prosegue lo spoglio delle schede per le elezioni presidenziali americane 2020. Quando le operazioni saranno concluse, di certo non mancheranno riconteggi e ricorsi. D’altronde, non potremmo aspettarci nulla di diverso da una sfida elettorale così combattuta, che ha fatto registrare un’affluenza record.

Anche se può votare per il presidente solo chi è cittadino americano, la scelta del candidato vincitore è destinata a influenzare la vita delle persone ovunque. Se è troppo presto per avere la certezza dei risultati, non è prematuro analizzare ciò che queste elezioni rivelano del paese più potente al mondo. 

Tra gli aspetti positivi vi è il fatto che gli Stati Uniti restano una democrazia solida. La partecipazione al voto è stata massiccia, malgrado le limitazioni pratiche legate alla pandemia da Covid-19. Il processo sembra dipanarsi come da programma. Gli episodi di violenza sono stati minimi. I tribunali stanno indagando sulle presunte decisioni del servizio postale statunitense di impedire, per ragioni politiche, l’arrivo a destinazione di schede provenienti da zone potenzialmente più inclini al voto democratico. L’ingiustificata dichiarazione di vittoria da parte del presidente Donald Trump la sera di martedì scorso ha avuto scarsi effetti, mentre i suoi appelli a fermare la conta dei voti (almeno in quegli stati dove è in testa) sembrano essere caduti nel vuoto.

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