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Obama accelera

WASHINGTON, DC – Negli ultimi sei anni l’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è schierata più volte dalla parte degli interessi delle grandi banche nella politica del settore finanziario. Ma questa settimana, con l’annuncio di una nuova proposta volta a prevenire eventuali conflitti di interesse nella consulenza finanziaria, Obama sembra aver fatto una svolta importante.

Sin dall’inizio del suo mandato presidenziale, Obama ha mantenuto lo stesso approccio dell’amministrazione di George W. Bush. Le grandi società finanziarie hanno tratto vantaggio dall’enorme sostegno governativo all’inizio del 2009 ed i loro esecutivi e azionisti hanno ottenuto termini molto vantaggiosi. Citigroup ha particolarmente beneficiato di quest’approccio che gli ha permesso di andare avanti con lo stesso modello di business e lo stesso team manageriale. Inotlre, la legge della riforma finanziaria Dodd-Frank del 2010 avrebbe potuto spingersi oltre per ridurre il potere delle grandi banche e limitare i potenziali danni.

Più recentemente, nel dicembre del 2014, l’amministrazione ha messo da parte degli elementi important della riforma Dodd-Frank; una mossa che ha avvantaggiato in modo diretto la Citigroup permettendo al suo team manageriale di correre l’ennesimo rischio (simile a quello che portò sull’orlo del disastro il sistema finanziario nel 2007-2008). I lobbisti dell’industria finanziaria ed i repubblicani della Camera sono quindi nuovamente pronti a combattere per eliminare alcune limitazioni imposte sulla Citigroup e su altre grandi banche.

Ma ora, con un improvviso e lodevole dietro front, l’amministrazione di Obama ha messo sul tavolo la questione del conflitto di interessi legata, nello specifico, alla consulenza sugli investimenti dei risparmiatori che decidono di investire nelle pensioni.