A shop assistant fills the shelves with dairy products SIMON MAINA/AFP/Getty Images

Come reintrodurre l’alimentazione nel nostro menu

BRASILIA – L’alimentazione è sempre più importante per la scienza. Ovviamente sono stati dedicati secoli di ricerca scientifica a garantire che venisse prodotta una sufficiente quantità di cibo per le popolazioni in crescita. Ma con l’aumento delle malattie legate all’obesità e alle diete e con l’aumento senza precedenti delle persone afflitte dalla fame e dalla malnutrizione, gli scienziati si stanno ora focalizzando non solo su come alimentare il pianeta, ma anche su cosa fornirgli.

The Year Ahead 2018

The world’s leading thinkers and policymakers examine what’s come apart in the past year, and anticipate what will define the year ahead.

Order now

In qualità di biologo, osservo gli alimenti e le diete da una prospettiva evolutiva. In breve, i prodotti alimentari si sviluppano in linea con gli organismi che li consumano. Consideriamo la semplice mela. Di per sé il fruttosio del frutto non è particolarmente salutare e quando ingerito in grandi quantità aumenta il rischio di diabete, infarto e di altre malattie non comunicabili. Ma quando gli zuccheri del frutto vengono digeriti insieme alle sue fibre, l’assorbimento del fruttosio nel corpo viene rallentato e il frutto è più sano da un punto di vista metabolico. Attraverso questo meccanismo, la mela, come la maggior parte della frutta e della verdura, diventa un alimento ideale.

La stessa logica si applica alle nostre diete. Nel corso della storia, gli alimenti sono stati creati e modificati combinando gusti, colori e valori nutrizionali, mentre le diete si sono sviluppate in modo diverso all’interno delle famiglie, delle culture e delle comunità. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i nostri antenati sceglievano gli alimenti per le loro proprietà salutari. Le diete insalubri duravano invece generalmente poco a causa dei scarsi risultati.

Oggi, invece, le diete malsane sembrano essere seguite con più tenacia. I prodotti alimentari naturali o crudi vengono infatti rimpiazzati da pasti già preparati e da alimenti lavorati. Questa tendenza a favorire la convenienza degli alimenti preconfezionati da scaldare nel microonde ha portato all’eleminazione delle diete specifiche a livello regionale e ha creato un menù più omogeneo, globalizzato e non salutare associato all’obesità, al diabete, all’ipertensione e ad un’aspettativa di vita più breve.

Una parte di questo cambiamento è inevitabile, in quanto il modo in cui gli alimenti vengono prodotti, acquistati e consumati è strettamente legato a come e dove viviamo. In molti paesi la combinazione di aree urbane più ampie, a maggior densità di popolazione e con popolazioni che invecchiano rapidamente ha imposto dei cambiamenti nei sistemi di produzione e distribuzione dei prodotti alimentari. Purtroppo molte di queste modifiche hanno avuto un impatto negativo sulla qualità del cibo.

Fortunatamente, ci sono una serie di sforzi globali in atto per aiutare l’umanità ad alimentarsi in modo migliore. Le Nazioni Unite hanno definito il 2016-2026 come il “Decennio dell’azione a favore dell’alimentazione,” mentre gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sostengono l’adozione di strategie esaustive per il miglioramento della salute, l’eliminazione della fame e la promozione di un’agricoltura sostenibile. Queste campagne internazionali sono poi state lanciate in un momento in cui il settore privato ha realizzato che affrontare le lacune nutrizionali può essere un buon business. Ad esempio, attraverso i collettivi degli agricoltori locali e le reti alimentari regionali, i coltivatori più innovativi stanno cercando di reintrodurre la variazione nel modo in cui mangiamo.

Ma i vertici globali e gli impegni regionali rappresentano solo una parte della soluzione. Se si vuole correggere la devoluzione delle diete a livello mondiale, sono urgentemente necessarie almeno tre misure aggiuntive.

Innanzitutto le persone e i responsabili delle politiche devono definire in modo adeguato cosa vuol dire “nutrizione”. Troppo spesso le persone confondono lo studio della “nutrizione” con le ricerche sugli “elementi nutritivi”. Ma quest’incomprensione può spingere i consumatori verso delle tendenze alimentari poco auspicabili, come quelle diete che sostituiscono gli alimenti naturali con integratori, polveri o altri prodotti simili agli alimenti. Migliorare l’alimentazione significa invece una cosa del tutto diversa, ovvero bilanciare l’ingerimento di prodotti alimentari di qualità con le necessità del proprio corpo.

In secondo luogo, è necessario affrontare le distorsioni della ricerca della scienza alimentare. Gli interessi economici che favoriscono le produzioni di massa rispetto ai prodotti locali alterano, infatti, il programma di ricerca. Ripristinare l’idipendenza della scienza alimentare è quindi fondamentale per aiutare i consumatori e i responsabili delle politiche a fare delle scelte alimentari migliori.

Infine, migliorare l’alimentazione richiede un cambiamento dei comportamenti, delle politiche e degli atteggiamenti nei confronti degli alimenti. Ciò può sembrare ovvio, ma le persone hanno per gran parte dimenticato il legame che c’è tra la loro salute e quello che mangiano. La sicurezza alimentare moderna non è una questione di produzione di cibo in abbondanza; il mondo sa bene come fare questo. Piuttosto, la sfida di oggi è bilanciare quello che è sano con quello che va di moda. Le diete del futuro, come era il caso del consumo in passato, devono essere rieallineate con le fonti naturali, il che significa rafforzare, o persino reinventare, i sistemi di distribuzione alimentare in modo che i produttori e i fornitori possano garantire i loro servizi ai consumatori con modalità più sane.

In quest’era di alimentazione industrializzata, le persone si sono allontanate molto dalla tavola dei loro antenati. La mia prospettiva per un mondo più gustoso e sano implica ripristinare il concetto di cibo come collante sociale producendo con attenzione degli alimenti di qualità superiore, selezionando sapientemente gli ingredienti per i pasti che cuciniamo e gustando il cibo in compagnia degli altri. Ma cosa ancor più importante, implica pensare al cibo tutto il tempo, anche quando non abbiamo fame. Dedicarci a un’alimentazione migliore, e al consumo dimaggiori quantità di cibi naturali e poco lavorati, è il minimo che merita il nostro corpo.

Traduzione di Marzia Pecorari

http://prosyn.org/YOOtUzg/it;

Handpicked to read next