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nsofor1_CRISTINAALDEHUELAAFPGettyImages_nursepreparingmalariavaccine Cristina Aldehuela/AFP/Getty Images

Trarre il massimo vantaggio dal vaccino contro la malaria

ABUJA – Un nuovo vaccino antimalarico attualmente in fase di sperimentazione nell’Africa subsahariana, dove si concentra il 90% dei casi di malaria, potrebbe rappresentare una svolta per la salute globale. Tuttavia, affinché esso possa realizzare il proprio potenziale, i ministeri della sanità dei paesi interessati dovranno realizzare alcuni cambiamenti importanti.

Ogni anno, la malaria uccide un milione di persone in tutto il mondo, di cui la maggior parte è costituita da bambini di età inferiore a cinque anni. I costi economici della malattia in Africa – spese legate alle cure, periodi di assenza dal lavoro, mancata scolarizzazione, diminuzione della produttività e perdita di investimenti e turismo – sono stimati intorno ai 12 miliardi di dollari l’anno.   

Il nuovo vaccino RTS,S/AS01 (RTS,S), messo a punto da GlaxoSmithKline nell’arco di 32 anni e costato oltre 700 milioni di dollari, potrebbe contribuire notevolmente a cambiare le cose. Dagli studi clinici condotti su bambini di età compresa tra 5 e 17 mesi, cui erano state somministrate quattro dosi del vaccino, è emerso che esso ha impedito lo sviluppo della malattia nei quattro anni successivi in quattro casi su dieci (39%), e una forma acuta della stessa in tre casi su dieci (39%), con una diminuzione significativa dei ricoveri ospedalieri. La necessità di ricorrere a trasfusioni di sangue nei casi più gravi è stata ridotta del 29%.

Primo vaccino in grado di fornire una protezione parziale dalla malaria nei bambini piccoli, l’RTS,S è stato ora reso disponibile nell’ambito di programmi di immunizzazione di routine in alcune aree del Ghana, del Kenya e del Malawi. Ma mentre circa 360.000 bambini aspettano di ricevere questo vaccino ogni anno, tali programmi, così come i sistemi sanitari cui fanno riferimento, presentano gravi carenze.

Una di esse riguarda la conservazione e la distribuzione dei vaccini. L’efficacia di una dose di vaccino dipende dal suo essere rimasta in una catena del freddo – cioè un sistema per conservare e trasportare i vaccini alle temperature raccomandate – ben funzionante dal momento della produzione a quello dell’utilizzo. Per adempiere allo scopo delle vaccinazioni infantili è fondamentale effettuare una corretta e costante manutenzione delle catene del freddo che arrivano nei luoghi, anche remoti, in cui vivono i bambini, e, laddove necessario, rinforzarle.

Ciò significa investire in apparecchiature efficienti per lo stoccaggio e il trasporto dei vaccini, una corretta manutenzione, personale preposto alla distribuzione e un monitoraggio efficace dell’intero sistema. Inoltre, implica la necessità d’investire in infrastrutture (ad esempio, strade) e, laddove conflitti e problemi di sicurezza innalzino i costi di tali investimenti, in metodi di consegna innovativi.

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Zipline, un’azienda tecnologica ruandese, è stata la prima a utilizzare droni per la distribuzione di sangue, vaccini, farmaci e altri prodotti sanitari essenziali. L’azienda, che finora ha fornito a 13 milioni di persone l’accesso a cure di emergenza, di recente ha esteso i propri servizi di consegna via drone al Ghana. Un’altra soluzione basata sulle tecnologie che andrebbe presa in considerazione riguarda l’impiego di telefoni cellulari per gestire gli stock di vaccini ed evitare l’esaurimento delle scorte presso gli ambulatori di base.

Ma un altro imperativo per i paesi dell’Asia e dell’Africa è ridurre la propria dipendenza da Gavi, l’alleanza per i vaccini, per il finanziamento dei programmi di immunizzazione. Dal 2001, Gavi ha erogato 893 milioni di dollari al Pakistan, 565 milioni di dollari alla Nigeria e 222 milioni di dollari all’Afghanistan, solo per citare tre esempi.

Anziché continuare a dipendere da donatori esterni – e rischiare di subire le conseguenze di un loro “affaticamento” – i paesi devono assumere il controllo delle campagne di vaccinazione. Un modo per riuscirvi è attraverso l’attuazione dell’assistenza sanitaria universale finanziata con fondi pubblici.

Allo stato attuale, milioni di persone in Asia e Africa non hanno accesso a un’assistenza sanitaria adeguata, affidabile ed economicamente accessibile. Molte di esse sono costrette a rinunciare a interventi salvavita semplicemente perché non possono sostenerne il costo esorbitante.

In linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, i paesi dovrebbero adoperarsi per cambiare questa situazione, garantendo a tutti un’assistenza sanitaria che includa una copertura dai rischi finanziari e l’accesso a servizi sanitari, farmaci e vaccini basilari. Invece di portare avanti programmi sanitari verticali incentrati su malattie specifiche, i partner internazionali dovrebbero sostenere questo processo nei paesi in cui operano.

Ovviamente, anche se i paesi rispondono a tutti questi imperativi, l’efficacia del vaccino RTS,S è solo parziale; bisogna, pertanto, sostenere e migliorare altri metodi di prevenzione già collaudati, come le zanzariere trattate con insetticidi a lunga durata, la profilassi antimalarica intermittente per le donne in gravidanza, l’adeguamento delle infrastrutture igienico-sanitarie e l’applicazione di insetticidi residuali. Spesso accade che le zanzariere trattate con insetticidi e distribuite per proteggere dalla malaria vengano riutilizzate, ad esempio, come reti da pesca in Kenya, tende per la casa in Madagascar, e teli per proteggere i semenzali in Nigeria.

L’immunizzazione è uno degli interventi di salute pubblica più efficaci sotto il profilo dei costi, e il vaccino RTS,S non è da meno, soprattutto perché può essere distribuito mediante programmi di immunizzazione già esistenti. In alcune aree, però, l’attuazione di tali programmi resta una sfida, sfida che i leader di governo dovranno vincere per scongiurare il rischio che altri milioni di bambini non arrivino fino al loro quinto compleanno.   

Traduzione di Federica Frasca

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