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Una strategia per unire e tutelare l’Europa

BRUXELLES – Mai come prima lo scopo, e persino la sopravvivenza, dell’Unione europea è stata messa in discussione. Ma in realtà ora più che mai i cittadini dell’Europa e del mondo intero hanno bisogno di un’ Unione europea forte e solida.

Negli ultimi anni l’Europa, nel senso regionale più ampio, è diventata meno sicura. Inoltre, le crisi all’interno ed oltre i confini dell’UE stanno avendo delle conseguenze sulle vite di tutti i cittadini europei.

Aleppo

A World Besieged

From Aleppo and North Korea to the European Commission and the Federal Reserve, the global order’s fracture points continue to deepen. Nina Khrushcheva, Stephen Roach, Nasser Saidi, and others assess the most important risks.

In tempi di sfida come questi, un’ Unione europea forte dovrebbe pensare in modo strategico, condividere un’unica visione e agire insieme. A seguito del voto del Regno Unito sulla “Brexit” dall’UE, i cittadini europei si trovano ora a dover rivedere il funzionamento della nostra Unione, anche se di fatto sappiamo già cosa dobbiamo fare. Conosciamo bene i nostri principi, i nostri interessi e le nostre priorità. Non è questo il momento dell’incertezza politica, l’UE ha infatti bisogno di una strategia con una visione condivisa volta all’azione comune.

Agendo individualmente nessuno degli stati membri dell’UE avrebbe la forza per gestire le minacce che l’Europa si trova ad affrontare e non sarebbe neanche in grado di cogliere le opportunità che l’economia globale offre. Ma come Unione, con più di mezzo miliardo di cittadini, il potenziale dell’Europa è ineguagliabile.

La nostra rete diplomatica è ampia e profonda e arriva ad ogni angolo del globo. Da un punto di vista economico facciamo parte del G3 insieme alla Cina e agli Stati Uniti e siamo il principale partner commerciale e investitore straniero per quasi tutti i paesi del mondo. Insieme, gli stati membri dell’UE investono di più in cooperazione e sviluppo rispetto a tutto il resto del mondo.

Tuttavia è anche evidente che in Europa non stiamo utilizzando il nostro pieno potenziale, almeno non ancora. Una grande maggioranza di cittadini sa bene che dobbiamo prenderci la responsabilità collettiva del nostro ruolo nel mondo. Anche i nostri partner si aspettano che l’UE svolga un ruolo importante compreso quello di garantire la sicurezza a livello globale.

L’UE può rispondere ai bisogni dei suoi cittadini e far funzionare le sue partnership solo se si agisce tutti insieme, ovvero con le istituzioni dell’UE e i governi nazionali uniti su tutti i livelli. Questo è lo scopo della strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell’UE che ho presentato recentemente ai leader degli stati membri, alla Commissione europea e al Consiglio europeo.

Questa strategia (la prima dell’UE in più di dieci anni) è focalizzata sulle capacità di difesa e di antiterrorismo, ma anche sulle opportunità professionali, sull’inclusione sociale e sui diritti umani. Riguarda anche la costruzione della pace e la resilienza degli stati e delle società all’interno e intorno all’Europa.

L’UE è sempre andata fiera del suo soft power, e continuerà ad esserlo perché siamo i migliori in questo campo. Ma l’idea che l’Europa sia esclusivamente una “potenza civile” non rende giustizia alla realtà in continua evoluzione. Ad esempio, l’UE al momento sta portando avanti 17 operazioni militari e civili in tutto il mondo. In posti lontani come l’Afghanistan e il Congo, il Sahel, la Moldavia, la Somalia e il Mediterraneo centinaia di uomini e donne prestano il loro servizio sotto la bandiera europea. Nell’Europa di oggi il soft e l’hard power vanno infatti di pari passo.

Questa strategia nutre l’ambizione di un’autonomia strategica per l’UE che è necessaria per promuovere gli interessi comuni dei nostri cittadini, così come i nostri principi e i valori. Ciò nonostante sappiamo che queste priorità sono portate avanti al meglio quando non siamo soli, in un sistema internazionale fondato sul multilateralismo e su delle regole e non sulla polizia globale e sui guerrieri solitari.

Ecco perché l’UE continuerà ad approfondire il legame transatlantico e la nostra partnership con la NATO, cercando allo stesso tempo di creare legami con nuovi attori ed esplorando nuovi schemi per far progredire la nostra strategia. L’UE dovrebbe poi investire nelle istituzioni regionali e nella cooperazione all’interno e tra le regioni, e dovrebbe promuovere una serie di riforme sulla governance globale che possano aiutare a gestire le sfide di questo secolo.

Mentre portiamo avanti questi obiettivi, dovremmo poi interagire in modo pratico e fondato su principi ben definiti, condividendo le responsabilità globali con i nostri partner e contribuendo a rafforzarli. Vent’anni di incertezze globali ci hanno dato una lezione chiara ed evidente, ovvero che la debolezza del vicino e le debolezze dei partner sono le nostre stesse debolezze. Pertanto, dovremmo andare oltre l’illusione secondo cui la politica internazionale può essere un gioco a somma zero.

Agendo in questo modo, con risolutezza, riusciremo a rendere più prospero ogni stato membro dell’UE, e ogni cittadino dell’UE. Ma tutti gli obiettivi qui delineati possono essere raggiunti solo con un’Europa realmente unita e impegnata. Unire le nostre culture per raggiungere i nostri obiettivi condivisi e portare avanti i nostri interessi comuni è una sfida giornaliera, ma è anche la nostra forza più grande. Infatti è la diversità che ci rende forti.

I nostri interessi sono senza dubbio interessi comuni europei e l’unico modo per portarli avanti è attraverso degli strumenti comuni. Ecco perchè tutti gli europei e tutti gli stati membri dell’UE hanno la responsabilità collettiva di rafforzare la nostra Unione.

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I cittadini dell’Europa hanno bisogno di unità di scopo e di azione tra i nostri stati membri. Un mondo fragile ha bisogno di un’ UE più fiduciosa e responsabile con una politica estera e di sicurezza proiettata verso l’esterno e verso il futuro. La nuova strategia globale sarà la nostra guida mentre lavoriamo per creare un’ Unione che risponda realmente ai bisogni, alle speranze e alle aspirazioni dei suoi cittadini, un’ Unione che progredisca sulla base del successo dei suoi 70 anni di pace ed un’ Unione abbastanza forte da contribuire alla pace e alla sicurezza della nostra regione e del mondo intero.

Traduzione di Marzia Pecorari