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Traguardo Raggiunto in Spagna

MILANO – L’economia spagnola comincia ad attirare l’attenzione degli investitori - e non solo perché nel clima attuale i prezzi dei titoli sono molto bassi (il che probabilmente implica buoni affari per gli interessatial valore delle azioni di lungo periodo). Sebbene vi siano ancora enormi problemi da superare, si ha la netta sensazione che, più o meno dall’inizio di quest’anno, l’economia abbia svoltato.

Per gli scettici, i teneri germogli della ripresa non fioriranno senza l’accesso al rubinetto del credito, che è ancora ostruito dal danno patrimoniale di molte banche. Ma, anche se la strada di rientro verso la piena occupazione e la crescita sostenibile non sarà costruita in una notte, i progressi nella sua direzione possono essere più veloci di quanto la maggior parte degli osservatori si aspettano .

È facile perdersi nei dettagli dei modelli di recupero, quindi è utile avere un quadro solido per la valutazione del potenziale di crescita. Infatti, l’economia spagnola è un caso classico di una traiettoria di crescita difettosa seguita da un prevedibile recupero, politicamente assistito, guidato (con qualche ritardo) prevalentemente dal settore commerciale.

Prima della crisi, l’economia spagnola si basava su una domanda creata dalla bolla immobiliare usata come leva finanziaria - un modello non dissimile per certi aspetti da quello degli Stati Uniti. Così, sia la crescita che l’occupazione sono avvenute a scapito del lato commerciale dell’economia. Nel decennio che ha seguito il 2000, dopo l’introduzione dell’euro, il costo unitario del lavoro è aumentato costantemente rispetto alla Germania - non solo in Spagna ma anche in tutta l’Europa meridionale, e in Francia.