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I “crimini” della politica

STANFORD – Quando, nel novembre di venticinque anni fa, il Muro di Berlino cadde, i politologi, primo fra tutti Francis Fukuyama, proclamarono la fine della storia ed il trionfo del capitalismo democratico su tutti gli altri sistemi rivali. Il successo economico dell’America ed il crollo del comunismo hanno fatto il resto della storia. Il lungo confronto politico, intellettuale e, a volte, militare che abbiamo conosciuto come la Guerra Fredda giunse così al termine.

Ad un incontro a Varsavia nell’inverno del 1990, il Generale Wojciech Jaruzelski, Presidente della Polonia e leader del partito comunista, dichiarò di fronte a me ed ai miei colleghi di governo che “le forze della storia ci avevano inevitabilmente condotto al capitalismo.” Non era riuscito a liberarsi della dialettica hegeliana, ma aveva comunque ammesso che il comunismo non aveva colto la prospettiva storica giusta.

Vent’anni dopo, diverse forme di capitalismo hanno fatto miracoli per alcuni paesi ex socialisti e comunisti. La Polonia è un ottimo esempio di una transizione politica ed economica avvenuta con successo.

Ciò nonostante il capitalismo è lungi dal prosperare ovunque. La Corea del Nord, che non ha mai subito un processo di transizione e mantiene un forte controllo centrale, ha una situazione economica disperata. Mentre in Francia il socialismo soft e le “imprese nazionali” sovvenzionate stanno decadendo.