2

Debellare la meningite in Africa

SEATTLE – I progressi dell’Africa nella lotta contro la meningite A sono uno dei segreti meglio custoditi in materia di salute globale. Grazie alla messa a punto e all’impiego di un vaccino a basso costo, è stato possibile salvare la vita a centinaia di migliaia di bambini e consentire alle comunità che altrimenti sarebbero state devastate dalla malattia di prosperare.

La meningite meningococcica di gruppo A è un’infezione batterica che colpisce la sottile membrana che avvolge il cervello e il midollo spinale, e che può essere mortale. Per oltre un secolo, le epidemie si sono susseguite e diffuse rapidamente in 26 paesi dell’Africa subsahariana, uccidendo e rendendo disabili decine di migliaia di persone, soprattutto giovani, ogni anno. Nel continente africano questa malattia è molto temuta in quanto può uccidere nel giro di alcune ore o danneggiare gravemente il cervello delle sue vittime.

Chicago Pollution

Climate Change in the Trumpocene Age

Bo Lidegaard argues that the US president-elect’s ability to derail global progress toward a green economy is more limited than many believe.

Generalmente le epidemie si manifestano all’inizio dell’anno solare, quando i venti asciutti provenienti dal deserto del Sahara cominciano a soffiare verso sud. L’epidemia che nel 1996-1997 colpì l’Africa subsahariana registrò oltre 250.000 casi e 25.000 vittime, molte delle quali erano bambini. Tra i sopravvissuti, uno su quattro riportò disabilità permanenti quali paralisi, cecità, perdita dell’udito, crisi epilettiche e danni cerebrali.

L’impatto della meningite A su famiglie e comunità è devastante. Per poter pagare le cure molte famiglie sono costrette a vendere i beni necessari per il loro sostentamento, come bestiame, sementi e attrezzature. Inoltre, le disabilità causate dall’infezione possono compromettere la capacità dei sopravvissuti di guadagnarsi da vivere o di badare a se stessi e alla propria famiglia. Intere comunità rischiano di precipitare in una povertà ancora più profonda mentre gli operatori sanitari lottano per contenere le epidemie.

A un certo punto, l’entità della sofferenza causata dalla malattia ha dato la spinta ad agire. Sedici anni fa, i ministri della sanità dei paesi africani, l’Ong internazionale PATH, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Serum Institute of India, la Bill & Melinda Gates Foundation e dozzine di altri partner diedero vita al Meningitis Vaccine Project (MVP). La missione era semplice: sviluppare un vaccino accessibile a tutti per combattere la meningite A in Africa.

Il progetto ebbe successo. In meno di dieci anni, il vaccino MenAfriVac riuscì a rompere sin da subito e in modo drastico il ciclo delle epidemie di meningite A. Nel dicembre del 2010 mi trovavo in Burkina Faso per l’introduzione del vaccino nel paese. Temevo che non si sarebbe presentato nessuno, ma il giorno prima del lancio il ministro della sanità, al quale avevo chiesto quale fosse la sua più grande preoccupazione, mi sorprese rispondendo: “Tenere a bada la folla”.

Aveva ragione. A ogni punto di vaccinazione si formarono assembramenti di persone che attendevano in fila sotto il sole cocente, animate dal desiderio di proteggersi da questa malattia mortale. Si trattò, letteralmente, di un evento di stato che vide la partecipazione dello stesso presidente. La prima campagna di vaccinazione raggiunse virtualmente tutti i cittadini del paese compresi nella fascia di età tra 1 e 29 anni.

Nei cinque anni successivi, il vaccino è stato somministrato a più di 235 milioni di persone che vivono nell’Africa subsahariana. Si stima che entro il 2020 il numero delle persone vaccinate raggiungerà i 400 milioni, prevenendo così un milione di casi di meningite A, 150.000 decessi e 250.000 casi di disabilità grave tra i sopravvissuti.

L’MVP rappresenta un ottimo esempio di ciò che può accadere quando leader africani ed esperti del settore sanitario lavorano insieme. Partnership solide, animate da un chiaro obiettivo, possono avere un autentico effetto catalizzatore. Ma il lavoro è tutt’altro che finito. Lo scorso anno, l’OMS ha approvato l’impiego del MenAfriVac nei programmi di vaccinazione, consentendo così a milioni di persone di proteggersi dal rischio di contrarre la malattia.

La posta in gioco è alta. L’accesso universale ai vaccini è un pilastro della salute, dello sviluppo e della crescita economica. Riconoscendo questa realtà, molti paesi africani sono già all’opera per includere il vaccino contro la meningite e altre malattie tra le vaccinazioni di routine a partire da quest’anno. Il compito che attende i leader africani è garantire una transizione fluida e completa dalle campagne di vaccinazione di massa ai programmi di vaccinazione di routine.

La scorsa settimana vari funzionari governativi si sono riuniti in Etiopia per la prima Conferenza ministeriale sulla vaccinazione in Africa e hanno rinnovato il loro impegno affinché ogni abitante del continente abbia accesso ai vaccini di cui necessita. Tale obiettivo richiederà nuovi investimenti in programmi di vaccinazione, il perfezionamento della raccolta e dell’analisi dei dati, nuovi strumenti e approcci e, soprattutto, solide partnership.

Fake news or real views Learn More

Facendo tesoro dell’esperienza dell’MVP, dobbiamo impegnarci per un mondo in cui ogni bambino abbia la possibilità di ricevere i vaccini salvavita di cui ha bisogno per sopravvivere e prosperare.

Traduzione di Federica Frasca