spence118_KantapatPhutthamkulgettyimages_manbeggingpeoplewalking Kantapat Phutthamkul/Getty Images

La Disuguaglianza delle Nazioni

MILANO – L’economista britannico del XVIII secolo Adam Smith è stato a lungo venerato come il fondatore dell’economia moderna, un pensatore che, nelle sue grandi opere The Wealth of Nations e The Theory of Moral Sentiments, discerneva gli aspetti critici del funzionamento delle economie di mercato. Ma le intuizioni che hanno valso a Smith la sua elevata reputazione non sono poi così inattaccabili come si riteneva un tempo.

Forse la più nota delle intuizioni di Smith è che, nel contesto di mercati ben funzionanti e regolamentati, gli individui che agiscono secondo il proprio interesse personale producono un buon risultato complessivo. “Buono”, in questo contesto, significa ciò che oggi gli economisti chiamano “Ottimo di Pareto” – un assetto di allocazione delle risorse in cui non è possibile migliorare la condizione di nessun soggetto senza peggiorare quella di qualcun altro.

L’assunzione di Smith è problematica, perché si basa sull’insostenibile presupposto che il mercato non presenti significativi fallimenti; nessuna esternalità (effetti come, ad esempio, l’inquinamento, che non si riflettono nei prezzi di mercato); nessuna grande carenza o asimmetria informativa; e nessun attore con un potere tale da volgere gli esiti a proprio favore. Inoltre, essa ignora completamente i risultati distributivi (che l’efficienza di Pareto non contempla).

We hope you're enjoying Project Syndicate.

To continue reading, subscribe now.

Subscribe

or

Register for FREE to access two premium articles per month.

Register

https://prosyn.org/IM8WU9oit