Paul Lachine

Il perché dell’impasse sul cambiamento climatico

NEW YORK – Ci sono tutti i segnali che stanno a indicare che il pianeta sta precipitando verso il disastro climatico. L’Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica (NOAA) ha pubblicato la relazione sullo stato del clima per il periodo compreso tra gennaio e maggio. I primi cinque mesi dell’anno sono risultati i più caldi dal 1880 e, tra questi, maggio è stato il più caldo in assoluto mentre le ondate di calore intenso stanno interessando diverse parti del mondo. Ciò nonostante, continuiamo a rimanere inerti.

Ci sono diverse ragioni dietro a questo stallo, ed è fondamentale comprenderle appieno per riuscire a superarlo. Innanzitutto, la sfida economica finalizzata al controllo del cambiamento climatico indotto dall’uomo è realmente complessa. Il cambiamento climatico indotto dall’uomo è dovuto principalmente a due fonti di emissioni di gas serra (in gran parte diossido di carbonio, metano, e protossido di azoto), ovvero all’utilizzo dei combustibili fossili per produrre energia e all’agricoltura (compreso il diboscamento per la creazione di terreni agricoli e pascoli).

Cambiare i sistemi mondiali dell’energia e dell’agricoltura non è per niente banale. Non basta agitare le braccia e affermare a gran voce che il cambiamento climatico è diventato un’emergenza. Abbiamo bisogno di una strategia pratica per rivedere due settori economici che sono al centro dell’economia globale e coinvolgono l’intera popolazione mondiale.

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