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Scommettendo sull'Italia

MILANO – Il 18 settembre ho avuto il privilegio di partecipare all’Incontro Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, ovvero la federazione italiana dell’élite imprenditoriale, durante il quale ogni anno viene elargito un riconoscimento a 25 imprenditori per la leadership, l’innovazione e il contributo alla società. L’atmosfera era sorprendentemente ottimista.

L’ottimismo rispetto alle prospettive economiche dell’Italia, che va da cauto a concitato, non si limita a questo gruppo e non è neppure difficile individuare ciò che sta alimentando questa positività, sebbene abbia uno strano tempismo. Dopotutto, l’economia globale sta avendo difficoltà non solo a riprendersi dallo shock della pandemia, ma anche ad adattarsi a una nuova e complessa normalità caratterizzata dalle avversità climatiche, dalla congestione delle filiere e da un aumento delle tensioni geopolitiche.

Giunto dopo più di vent’anni di una crescita economica rallentata e al di sotto del potenziale di prestazione, l’ottimismo dell’Italia è ancor più sorprendente. Ma due fattori che si stanno rafforzando a vicenda sembrano ora in grado di cambiare la posta in gioco: un governo efficace e credibile guidato dal Primo Ministro Mario Draghi, e una rinnovata volontà da parte dell’Unione europea di garantire un sostegno fiscale consistente agli investimenti. Questi due fattori sono di fatto legati.

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