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Gli spettacolari utili giustificano gli spettacolari prezzi delle azioni americane?

NEW HAVEN – Il mercato azionario americano, misurato con l’indice reale mensile S&P Composite Index (depurato dell’inflazione), ovvero S&P 500, è cresciuto 3,3 volte dal livello più basso registrato nel marzo del 2009. Questo rende il mercato azionario americano il più caro del mondo, secondo il rapporto CAPE (cyclically adjusted price-to-earnings), ossia il rapporto prezzi-utili aggiustato per cicli, ratio di cui sono da tempo a favore. L’aumento dei prezzi è giustificato o siamo di fronte a una bolla?

Si potrebbe pensare che l’aumento sia giustificato, dato che l’indice S&P 500 reale trimestrale ha riportato che gli utili per azione sono aumentati 3,8 volte essenzialmente nello stesso periodo, dal primo trimestre del 2009 al secondo trimestre del 2018. Di fatto, l’aumento dei prezzi è stato poco meno che pari agli utili.

Naturalmente il 2008 è stato un anno inusuale. Cosa accadrebbe se misurassimo la crescita degli utili non dal 2008, ma dall’inizio dell’amministrazione Trump, da gennaio del 2017?

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