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L’Iran a confronto con la realtà

MADRID – A chi non è mai sembrato di vedere l’acqua sull’asfalto quando fa un gran caldo? O di vedere un’immagine tridimensionale quando si tratta in realtà di un’immagine posta su una superficie piatta? La natura dell’illusione è di credere che ciò che percepiamo sia la realtà.

Ciò vale sia che si tratti di un’illusione cognitiva che politica. A seconda di come si sviluppa un particolare evento, possiamo arrivare ad interpretare in modo sbagliato gli eventi che si verificano.

Queste percezioni vengono spesso mediate dalle idee e dalle esperienze passate. E, come sostenuto da Robert Jervis in Perception and Misperception in International Politics pubblicato durante la Guerra Fredda, le illusioni che creiamo hanno un’influenza enorme sul processo decisionale e diventano spesso motivo di conflitto.

Questo è ciò che è accaduto, fino ad un certo punto, con l’analisi del recente XVI vertice del NAM (Non-Aligned Movement) che si è tenuto alla fine di agosto per la prima volta in Iran, a Teheran. Il vertice si è svolto in uno scenario di stallo delle negoziazioni sul programma nucleare iraniano e di pressione da parte di Israele sulla comunità internazionale per tracciare una linea di confine da non far superare alla Repubblica Islamica dell’Iran.