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Gli Dei Minori delle Olimpiadi

BERLINO – Le Olimpiadi estive sono in pieno svolgimento a Rio. Ogni volta che i migliori atleti del mondo si riuniscono per i Giochi, le persone di tutto il mondo hanno l’opportunità non solo di tifare per i loro paesi, ma anche di farsi avvincere da storie di sacrifici e successi, di ossa rotte e record infranti. Al di là delle incredibili imprese atletiche ci sono vigorosi trionfi dello spirito, come quello della nuotatrice Yusra Mardini, profuga siriana, che meno di un anno fa, si è tuffata nel Mediterraneo per aiutare a spingere il gommone in panne, contenente altri 19 rifugiati, con cui tentavano di raggiungere la sicurezza in Grecia.

In questa logica, nei Giochi Olimpici c’è tanta ispirazione quanta competizione. Ma, grazie al Comitato Olimpico Internazionale, nei Giochi c’è anche qualcosa di molto più oscuro. In realtà, il CIO – insieme alle sue agenzie nazionali, nonché alle associazioni che rappresentano i diversi sport – incorpora alcuni dei problemi più importanti che attualmente il mondo si trova ad affrontare, dalla diseguaglianza allo sfruttamento alla totale ipocrisia tra i nostri leader.

Nel corso degli anni, il CIO e le sue organizzazioni nazionali di categoria sono stati accusati di tutto, dal malgoverno alla corruzione. Più di recente, un’analisi del Washington Post ha descritto in modo indiscutibile l’abisso che intercorre tra i guadagni dei dirigenti che gestiscono lo spettacolo e gli atleti che lo mettono in scena.

Molti atleti, se non la maggior parte, si esibiscono per pochi soldi o addirittura per nulla. Le sponsorizzazioni sono in grado di fornire fondi, ma comprendono anche norme restrittive che limitano le possibilità degli atleti di raccogliere più soldi per il loro addestramento. Come ha osservato il velista olimpico Ben Barger, il denaro che il “Movimento Olimpico” produce “va prima ai dirigenti, poi agli amministratori, poi agli allenatori, e infine agli atleti”.