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Scarsità Finanziaria nell’Abbondanza

MILANO – Con i tassi di interesse ai minimi storici e le banche centrali che comprano tutto ciò che si muove, il mondo è inondato dal credito. Eppure, paradossalmente, una pericolosa carenza di liquidità internazionale mette a rischio l’economia globale.

Con “liquidità internazionale” ci si riferisce ad asset di alta qualità riconosciuti in tutto il mondo per il pagamento dei costi di importazione e per il servizio del debito estero. Si tratta degli stessi beni che le banche centrali usano quando intervengono sui mercati dei cambi. Essi costituiscono riserve di valore affidabili per investitori internazionali. Forniscono i prezzi di riferimento per i mercati finanziari. E sono ampiamente accettati come garanzia per prestiti transfrontalieri.

La differenza fondamentale tra tali asset internazionali e le disponibilità liquide in generale, dunque, è che solo i primi sono accettati da parecchi paesi diversi e regolarmente utilizzati nelle mutue transazioni.

La più importante forma singola di liquidità internazionale è quella, ovviamente, dei titoli di Stato americani, che sono detenuti da banche, imprese e governi di altri paesi. Più in generale, la liquidità internazionale comprende le passività delle banche centrali dei paesi OCSE (il loro “denaro ad alta potenza”), i titoli di Stato di quei paesi con rating AAA e AA, i titoli di debito di organizzazioni sovranazionali come la Banca Mondiale e le banche regionali di sviluppo, e l’oro in mani pubbliche e private.