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Angoscia inflazionistica

PRINCETON – Le banche centrali sono in grado di contenere l’inflazione? Una volta si pensava di sì. Negli ultimi vent’anni le banche centrali di tutto il mondo, compresa la Riserva Federale degli Stati Uniti, hanno infatti perseguito una politica mirata alla stabilità dei prezzi con notevole successo. Ora, sulla scia della crisi finanziaria, non solo un’ondata di sfiducia sta invadendo il mondo, ma sta inoltre prendendo piede una nuova e diffusa paura che le banche centrali siano incapaci di controllare l’inflazione.

Negli Stati Uniti, il movimento del Tea Party sostiene il ritorno allo standard dell’oro , mentre lo stato dell’Utah sta pensando di ripristinare le monete in oro e argento come valuta legale. Le preoccupazioni relative all’inflazione da parte della Germania hanno spinto il governo ad assumere una posizione più dura sullo sgravio del debito in Europa, mentre in Cina la paura dell’inflazione sta provocando un sentimento di insoddisfazione su vasta scala.

La paura inflazionistica si percepiva già ancora prima che le nuove sfide del 2011 sollevassero la questione dei prezzi energetici a lungo termine. Se da un lato le proteste a favore della democrazia scuotono i regimi autoritari arabi, dall’altro le prospettive di un conflitto duraturo minacciano un’economia globale ancora dipendente dal petrolio. Tutto questo, mentre il dopo terremoto giapponese e l’incidente nucleare sollevano dubbi sulla sicurezza dell’energia nucleare.

Negli ultimi vent’anni il fulcro della politica monetaria delle banche centrali è stato costituito da un sistema avente come target principale l’inflazione e derivante dall’interpretazione accademica delle problematiche legate all’individuazione degli aggregati monetari. A seguito di una serie di test eseguiti con successo ed effettuati su economie più piccole (Nuova Zelanda nel 1990, Canada nel 1991 ed in seguito anche in Svezia  e Regno Unito), è risultato che il nuovo approccio rappresentava una modalità più avanzata di affrontare il problema delle aspettative inflazionistiche.