Christopher Furlong/Getty Images

La nuova era del monopolio

NEW YORK – Per 200 anni, ci sono state due scuole di pensiero che hanno analizzato cosa determina la distribuzione del reddito – e come funziona l’economia. Una, che proviene da Adam Smith e dagli economisti liberali del diciannovesimo secolo, si concentra sui mercati competitivi. L’altra, cosciente di come il liberalismo di Smith conduce alla rapida concentrazione di ricchezza e reddito, prende come punto di partenza la tendenza dei mercati verso il monopolio. È importante comprendere entrambi, dal momento che i nostri punti di vista sulle politiche governative e le disuguaglianze esistenti sono modellati da quale tra le due scuole di pensiero si crede che fornisca una descrizione migliore della realtà.

Per i liberali del diciannovesimo secolo e i loro seguaci, vista la competitività dei mercati, i guadagni degli individui sono correlati ai loro contributi sociali – il loro “prodotto marginale”, nella lingua degli economisti. I capitalisti sono premiati perché risparmiano e non perché consumano – per la loro astinenza, secondo le parole di Nassau Senior, uno dei miei predecessori alla Drummond Professorship of Political Economy a Oxford. Le differenze di reddito erano quindi legate al loro possesso di “asset” – capitale umano e finanziario. Gli studiosi della disuguaglianza si sono quindi focalizzati sui fattori determinanti nella distribuzione di asset, compreso come si sono evoluti nel corso delle varie generazioni.

La seconda scuola di pensiero prende come punto di partenza il “potere”, compresa la capacità di esercitare il monopolio o, nei mercati del lavoro, di affermare l’autorità sui lavoratori. Gli studiosi di quest’area si sono concentrati su ciò che determina la nascita del potere, come si mantiene e si rafforza, e altri aspetti che potrebbero impedire ai mercati di essere competitivi. Il lavoro su sfruttamento che nasce dalle asimmetrie informative è un esempio importante.

To continue reading, please log in or enter your email address.

Registration is quick and easy and requires only your email address. If you already have an account with us, please log in. Or subscribe now for unlimited access.

required

Log in

http://prosyn.org/kOT1QOK/it;
  1. China corruption Isaac Lawrence/Getty Images

    The Next Battle in China’s War on Corruption

    • Chinese President Xi Jinping knows well the threat that corruption poses to the authority of the Communist Party of China and the state it controls. 
    • But moving beyond Xi's anti-corruption purge to build robust and lasting anti-graft institutions will not be easy, owing to enduring opportunities for bureaucratic capture.
  2. Italy unemployed demonstration SalvatoreEsposito/Barcroftimages / Barcroft Media via Getty Images

    Putting Europe’s Long-Term Unemployed Back to Work

    Across the European Union, millions of people who are willing and able to work have been unemployed for a year or longer, at great cost to social cohesion and political stability. If the EU is serious about stopping the rise of populism, it will need to do more to ensure that labor markets are working for everyone.

  3. Latin America market Federico Parra/Getty Images

    A Belt and Road for the Americas?

    In a time of global uncertainty, a vision of “made in the Americas” prosperity provides a unifying agenda for the continent. If implemented, the US could reassert its historical leadership among a group of countries that share its fundamental values, as well as an interest in inclusive economic growth and rising living standards.

  4. Startup office Mladlen Antonov/Getty Images

    How Best to Promote Research and Development

    Clearly, there is something appealing about a start-up-based innovation strategy: it feels democratic, accessible, and so California. But it is definitely not the only way to boost research and development, or even the main way, and it is certainly not the way most major innovations in the US came about during the twentieth century.

  5. Trump Trade speech Bill Pugliano/Getty Images .

    Preparing for the Trump Trade Wars

    In the first 11 months of his presidency, Donald Trump has failed to back up his words – or tweets – with action on a variety of fronts. But the rest of the world's governments, and particularly those in Asia and Europe, would be mistaken to assume that he won't follow through on his promised "America First" trade agenda.