Hans-Werner Sinn, the Risks of transatlantic-trade partnership between Europe  and America, Trade Ship Dana Smillie/World Bank

Le carenze del libero scambio

MONACO – Il Trattato transatlantico su commercio e investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership - TTIP), attualmente oggetto di intense trattative tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, sta avendo un forte impatto. Considerata la scala delle due economie, che insieme rappresentano oltre il 50% del Pil mondiale e un terzo dei flussi commerciali globali, la posta in gioco è alta. Per garantire che il TTIP vada a vantaggio dei consumatori su entrambi i versanti dell’Atlantico, i soggetti coinvolti nei negoziati devono riconoscere ed evitare varie trappole – alcune più ovvie di altre.

Ultimamente gli accordi commerciali bilaterali stanno riprendendo quota. L’Ue e il Canada, ad esempio, hanno concluso un Accordo di libero scambio (Comprehensive Economic and Trade Agreement – CETA), che potrebbe diventare la base del TTIP.

Non sorprende, dato il ripetuto fallimento dei tentativi fatti per raggiungere un accordo globale attraverso l’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization – WTO). Il Doha Round dei negoziati della WTO è stato un flop, e l’accordo raggiunto a Bali l’anno scorso, per quanto fosse stato venduto come un successo, non fa che accelerare la raccolta di dazi doganali.

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