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Il finale di partita con la Grecia

PARIGI – Dopo mesi di battibecchi, il regolamento di conti tra la Grecia ed i suoi creditori europei ha raggiunto un punto di stallo su pensioni e tasse. La Grecia si rifiuta di soddisfare le richieste dei suoi creditori e di tagliare quindi le pensioni e aumentare l’IVA sulle medicine e sull’elettricità.

Le richieste dell’Europa, evidentemente mirate a garantire che la Grecia paghi il debito straniero, sono petulanti, ingenue e fondamentalmente autodistruttive. Rifiutandole i greci non stanno facendo alcun gioco, ma stanno cercando di sopravvivere.

Indipendetemente dalle considerazioni che si possono fare sulle politiche economiche greche del passato, la sua economia priva di competitività, la decisione di aderire all’eurozona o gli errori delle banche europee nel garantire al paese un credito eccessivo, la piaga economica della Grecia è molto pesante. La disoccupazione è infatti al 25%, mentre quella giovanile al 50%.

Inoltre, il PIL della Grecia è diminuito del 25% sin dall’inizio della crisi nel 2009, il suo governo risulta insolvente e molti dei suoi cittadini hanno fame.