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I Mercati Emergenti Dovrebbero Puntare all’Oro

CAMBRIDGE – Le banche centrali dei mercati emergenti hanno un’eccedenza di peso in dollari ed una scarsità di oro? Dato il rallentamento dell’economia globale, per cui i mercati emergenti sono probabilmente molto lieti per qualsiasi riserva riescono a mantenere, questa potrebbe sembrare una questione intempestiva. Ma vi sono buoni motivi per ritenere che uno spostamento dei mercati emergenti verso l’accumulazione di oro aiuterebbe il sistema finanziario internazionale a diventare più fluido con vantaggio di tutti.

Giusto per essere chiari, non mi sto schierando con coloro – di solito Americani fanatici di estrema destra – che sono a favore di un ritorno al sistema del Gold Standard, in cui i paesi fissano il valore delle loro valute in termini di oro. Dopo tutto, l’ultimo regno dello standard aureo si è concluso disastrosamente nel 1930, e non c’è ragione di credere che un suo ritorno avrebbe un esito diverso.

No, sto solo proponendo che i mercati emergenti convertano in oro una quota significativa delle migliaia di miliardi di dollari di riserve in valuta estera che adesso detengono (solo la Cina ha riserve ufficiali di 3,3 trilioni di dollari). Un passaggio all’oro, ad esempio, anche fino al 10% delle loro riserve non li avvicinerebbe minimamente ai numerosi paesi ricchi che detengono il 60-70% delle loro (certo più piccole) riserve ufficiali in oro.

Da qualche tempo, i paesi ricchi sostengono che è interesse di tutti demonetizzare l’oro. Questi paesi ammettono di detenere effettivamente un grande ammontare di oro, ma sottolineano che esso rappresenta un retaggio del gold standard precedente alla seconda guerra mondiale, quando le banche centrali avevano bisogno di scorte.