Vaccinators give the oral cholera vaccine to Rohingya  Paula Bronstein/Getty Images

Un anno di successi nel campo della salute globale

BANGKOK – Sul piano dello sviluppo umano, quello appena terminato è stato un anno migliore di quanto molti si aspettassero. Un decennio dopo l’inizio della Grande Recessione, la ripresa economica è continuata per tutto il 2017, e sono stati fatti alcuni passi avanti sul fronte della lotta alla povertà, dell’istruzione e del riscaldamento globale.    

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Forse, però, i successi più degni di nota relativi agli ultimi dodici mesi si sono avuti nel campo della salute globale. Nel 2017 possiamo elencarne ben diciotto, molti dei quali spianeranno la strada a ulteriori risultati nei mesi e negli anni a venire.  

Il primo di essi risale all’inizio dell’anno, quando è stato stabilito il record mondiale per il maggior numero di farmaci donati nell’arco di ventiquattro ore. Nella giornata del 30 gennaio scorso, sono stati donati più di 207 milioni di dosi di farmaci per la cura di malattie tropicali trascurate, come la dracunculosi, la lebbra e il tracoma. Questo traguardo straordinario è stato reso possibile grazie al supporto della Bill & Melinda Gates Foundation e di alcune case farmaceutiche, tra cui la Bayer, la Novartis, la Pfizer e la Sanofi Pasteur, l’azienda con cui collaboro.

L’eliminazione, in India, del tracoma attivo, rappresenta un’altra pietra miliare, poiché ha segnato un’importante svolta nella lotta globale contro una delle principali cause infettive della cecità. L’anno scorso il tracoma è stato eliminato anche in Messico, Cambogia e nella Repubblica democratica popolare del Laos.

Un terzo trend sanitario cruciale del 2017 riguarda i progressi compiuti nella lotta contro l’oncocercosi umana, una patologia che causa cecità, disturbi della vista e infezioni cutanee. 

Al quarto posto troviamo un drastico calo nel numero di infezioni causate dal verme della Guinea, responsabile della dracunculosi. Nel 2017 sono stati denunciati soltanto 26 casi in tutto il mondo, rispetto ai 3,5 milioni del 1986.

L’impegno a sconfiggere la lebbra si è aggiudicato il quinto posto nella mia classifica, mentre i progressi sul fronte dei vaccini in generale figurano al sesto. Tra i risultati più significativi vi sono un nuovo vaccino antitifico, particolarmente efficace sui bambini piccoli e sui ragazzi, e un nuovo vaccino contro l’herpes zoster.

Al numero sette vi è il grande impegno prodigato nella lotta contro il morbillo. L’anno scorso quattro paesi – Bhutan, Maldive, Nuova Zelanda e Regno Unito – sono stati dichiarati liberi dalla malattia.  

La lista dei successi sanitari del 2017 continua con il numero otto, ovvero la lotta al virus Zika. Grazie a uno sforzo congiunto a livello mondiale, la maggior parte delle popolazioni dell’America Latina e dei Caraibi è oggi immune da questo virus, che si trasmette attraverso una zanzara, e secondo gli esperti la sua diffusione è destinata a rallentare ancora.

Al numero nove vi è l’eradicazione della poliomielite. In tutto il mondo il numero dei nuovi casi riferiti è inferiore a venti, il che equivale a una diminuzione del 99% rispetto al 1988. Malgrado alla fine dell’anno scorso si sia avuta notizia di alcuni casi in Pakistan, gli esperti sanitari si dicono ottimisti che la poliomielite potrà essere completamente debellata entro il 2018.    

A completare i primi dieci successi vi è la creazione della Coalizione per le Innovazioni Epidemiche di Preparazione (CEPI), creata per sviluppare vaccini mirati a contrastare i gravi rischi associati alle malattie infettive. Lanciata grazie al contributo, pari a quasi 600 milioni di dollari, della Germania, del Giappone, del Norvegia, del Wellcome Trust britannico e della Bill & Melinda Gates Foundation, la CEPI punta a ridurre drasticamente il tempo necessario per lo sviluppo e la produzione dei vaccini.    

L’anno appena concluso è stato rilevante anche per i progressi realizzati sul piano della prevenzione e del controllo delle malattie, e i punti elencati di seguito (da 11 a 16) riflettono i risultati ottenuti in relazione a patologie specifiche. Ad esempio, il tasso di morti premature causate da malattie non trasmissibili, come le patologie cardiovascolari, il cancro, il diabete e le condizioni respiratorie croniche, ha registrato un calo significativo. Un altro evento degno di nota è la storica approvazione di una sofisticata cura per il cancro, la terapia CAR-T, che utilizza le cellule del sistema immunitario del paziente per attaccare i tumori.    

Passi in avanti sono stati compiuti nel trattamento dell’HIV. Le sperimentazioni cliniche per un vaccino contro l’HIV sono iniziate alla fine del 2017, mentre in Sudafrica alcuni medici hanno annunciato la guarigione di un ragazzino dalla malattia grazie a una somministrazione concentrata di farmaci nelle prime settimane di vita. Queste e altre iniziative offrono una nuova speranza ai molti pazienti che ancora combattono con questa malattia cronica.  

Degni di nota sono altresì i progressi realizzati nella cura della gonorrea, una comune infezione trasmessa per via sessuale che nel tempo è diventata sempre più resistente agli antibiotici. A concludere la lista c’è il rinnovato impegno dei ministri della sanità a livello mondiale a debellare la tubercolosi entro il 2030

Gli ultimi due successi sono, in realtà, un promemoria del lavoro che resta da fare. Nel mese di agosto, il colosso del fast food McDonald’s ha pubblicato la sua Visione globale per il controllo antimicrobico negli animali ad uso alimentare. Sebbene il riconoscimento delle responsabilità etiche dell’industria alimentare verso la salute pubblica sia positivo, quest’impegno rappresenta soprattutto un avvertimento di quanto cibo e salute siano strettamente correlati.   

Infine, va menzionato lo storico Forum sulla copertura sanitaria universale tenutosi a Tokyo, in occasione del quale i leader globali si sono confrontati su come migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria. La Banca Mondiale e l’Oms hanno sottolineato che metà della popolazione mondiale non ha ancora accesso ai servizi sanitari di base. Per tale motivo, considero il vertice dello scorso dicembre un “successo” non tanto per i risultati raggiunti, quanto perché ha ricordato alla comunità internazionale che migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria è un’impresa a lungo termine.    

Mentre la comunità sanitaria globale resetta il proprio orologio annuale – e io mi accingo a catalogare i primi eventi sanitari significativi del 2018 – sarebbe opportuno prendersi un momento per riflettere sui dodici mesi appena passati. Se persino in un anno considerato mediocre la comunità sanitaria globale ha salvato milioni di vite, immaginate cosa si potrebbe realizzare in un anno straordinario.

Traduzione di Federica Frasca

http://prosyn.org/IDYrcWH/it;

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