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Il processo di invecchiamento a livello globale e la solvibilità fiscale

CAMBRIDGE – I programmi statali di pensionamento sono in seria difficoltà in ogni paese a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita e del rapporto tra pensionati e contribuenti. Il problema è destinato a peggiorare ulteriormente negli anni a venire con l’aumento del peso fiscale dei fondi per le pensioni e per la sanità a causa del trend demografico sfavorevole.

Il problema è molto diverso negli Stati Uniti in quanto il sistema pensionistico è simile a un “fondo fiduciario” e la crisi è destinata ad arrivare con l’esaurimento del fondo. Sebbene le opzioni in quel momento saranno diverse rispetto alle scelte che gli altri governi devono fare adesso, le politiche volte ad evitare una crisi negli Stati Uniti possono essere rilevanti anche per gli altri paesi che si trovano a gestire una popolazione significativa in fase di invecchiamento.

Ecco come funziona il sistema statunitense. Per legge l’imposta sugli stipendi è utilizzata esclusivamente per finanziare le indennità per i pensionati. I datori di lavoro e i dipendenti pagano il 6,2% sui guadagni fino ad un massimo di 128.000 dollari a persona e questa somma aumenta con gli stipendi medi su base annuale. Le entrate fiscali vengono poi depositate presso il fondo fiduciario di previdenza e vengono investite in obbligazioni statali.

Ciacun lavoratore ha il diritto di accedere alla pensione all’età di 67 anni sulla base del pagamento dell’imposta sugli stipendi che hanno avuto nell’arco della vita, con l’opzione di avere una pensione attuarialmente ridotta all’età di 62 anni oppure di aspettare fino all’età di 72 anni e ottenere un aumento attuariale della pensione. L’indennità aumenta su base annuale con il guadagno medio nel corso della vita in base ad uno schema che comporta una riduzione dell’indennità rispetto al guadagno passato in parallelo con l’aumento dei guadagni.

A causa dell’invecchiamento della popolazione, il livello complessivo delle indennità sta aumentando più rapidamente rispetto al livello delle imposte. Nel 2010 i contributi previdenziali erano pari a 545 miliardi di dollari, mentre il pagamento delle indennità era complessivamente pari a 577 miliardi di dollari. Dato che l’interesse delle obbligazioni accumulate precedentemente era pari a 108 miliardi di dollari, l’entità complessiva del fondo fiduciario risultava aumentato di 76 miliardi di dollari. Sei anni dopo, nel 2016, le entrate fiscali erano pari a 679 miliardi di dollari, mentre le indennità erano pari a 769 miliardi di dollari. Il risultante disavanzo di cassa risultava pertanto pari a 90 miliardi di dollari, ovvero uguale al tasso di interesse di quell’anno lasciando l’entità del fondo fiduciario praticamente uguale a quella precedente.

A partire dal 2016 tuttavia, il pagamento delle indennità ha iniziato a superare la combinazione del fondo imposte e dell’interesse risultando in una diminuzione del saldo del fondo fiduciario. Guardando al futuro, gli attuari del sistema previdenziale stimano che la riduzione del fondo fiduciario su base annuale continuerà fino a raggiungere saldo zero nel 2034. A quel punto, il fondo fiduciario non avrà più un guadagno sugli interessi, e visto che le indennità possono essere elargite solo attraverso il fondo fiduciario, dovranno essere diminuite fino al livello delle imposte che entreranno nelle casse dello stato nel corso di quell’anno.

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Se il Congresso non dovesse cambiare la legge, secondo gli attuari le indennità dovranno essere ridotte del 21% in un’unica soluzione nel 2034. In alternativa, per evitare la riduzione immediate del 21%, si dovrebbero aumentare le tasse del 26,5% passando da un tasso combinato del 12,4% a circa il 16%.

Se da un lato è difficile prevedere cosa potrebbe fare un futuro Congresso, faccio fatica a credere che una maggioranza voterebbe per apportare una riduzione delle indennità del 21% o per aumentare del 26% il tasso delle imposte sui salari di tutti i datori di lavoro e dei dipendenti

L’alternativa più probabile sarebbe quella di utilizzare l’imposta generale sul reddito per mantenere il livello attuale delle indennità. Ciò richiederebbe un aumento del tasso delle imposte personali di circa il 10%. Questa strategia sposterebbe di conseguenza il peso del programma previdenziale sui nuclei familari con redditi più elevati che già pagano la maggior parte delle imposte sul reddito personale. Questo potrebbe spiegare il motivo per cui i politici di centro sinistra non si stanno muovendo per evitare una futura crisi del sistema previdenziale. 

La crisi prevista per il 2034 potrebbe anche essere prevenuta aumentando l’età pensionabile come gli Stati Uniti già fecero nel 1983. Allora, a causa della situazione di difficoltà delle finanze della previdenza, il Congresso concordò su base bipartisan un aumento graduale dell’età pensionabile da 65 a 67. Da allora, l’aspettativa di vita per una persona di quell’età è aumentata di 3 anni. Il Congresso potrebbe ora votare per aumentare gradualmente l’età pensionabile standard di altri tre anni, ovvero da 67 a 70. Dato che l’aspettativa di vita a 67 anni è pari a circa 17 anni, un aumento di tre anni per l’indennità di pensione equivarrebbe a una riduzione del 17% delle indennità nel corso della vita, e sarebbe pari alla somma utile per compensare il deficit risultante dalla riduzione delle tasse. L’opzione migliore sarebbe addirittura quella di rivedere l’età pensionabile ogni anno in base all’aumento attuariale dell’aspettativa di vita.

Una strategia alternativa per gestire il continuo aumento del costo delle pensioni sarebbe quello di abbandonare il sistema “pay-as-you-go” (PAYG), aumentando l’elemento basato sugli investimenti. Invece di investire gli introiti a partire dal 12,4% delle imposte sugli stipendi in obbligazioni statali, una parte significativa potrebbe essere invece investita in un portafoglio di azioni, come avviene nel sistema pensionistico aziendale. Il fondo fiduciario aumenterebbe più rapidamente e si eviterebbe in questo modo la crisi.

Anche se il sistema di fondo fiduciario negli Stati Uniti comporta la prospettiva reale di una crisi una volta esaurito il fondo, i rimedi per evitare questo scenario possono aiutare anche altri paesi dotati di un sistema PAYG attraverso un aumento dell’età pensionabile o combinando il sistema esistente con dei fondi azionari. Prima verranno fatti questi cambiamenti, più praticabile sarà la situazione fiscale, e più affidabili saranno le pensioni future.

Traduzione di Marzia Pecorari

http://prosyn.org/Pe4FbvB/it;

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