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La tesi contro il gradualismo della Fed

NEW YORK – Finora, in questo secolo, la Federal Reserve americana ha incessantemente assunto un approccio gradualista rispetto all’aumento del tasso sui fondi federali. Dall’ultimo rialzo del tasso di 50 punti base nel maggio 2000, la Fed ha aumentato il suo obiettivo (ora il range dell’obiettivo) di soli 25 punti base alla volta. Non è sempre stato così. Dopo essere passata al targeting dei tassi alla fine del 1982, la Fed ha aumentato il tasso sui fondi federali di oltre l’1% in un’unica occasione, di 75 punti base in altre tre occasioni e di 50 punti base in altre nove occasioni.

Al contrario, nel periodo precedente la crisi finanziaria del 2007-2009, da giugno 2003 a giugno 2006, la Fed ha alzato il tasso di riferimento dall’1% al 5,25% attraverso 17 aumenti programmati di 25 punti base ciascuno. E nell’ultimo ciclo di rialzi, iniziato a dicembre 2015, il limite superiore del range dell’obiettivo della Fed è salito nove volte di 25 punti base ciascuno, portandolo dallo 0,25% a un picco del 2,5% a dicembre 2018.

Ma la Fed non è stata così gradualista al ribasso. A partire da agosto 2019, la Fed si è diretta nuovamente verso il limite inferiore effettivo dello 0,25% con tre tagli dei tassi di 25 punti base, seguiti da un taglio dei tassi di 50 punti base in una riunione non programmata del 3 marzo 2020 e di ulteriori 100 punti base con un taglio fissato in una seconda riunione non programmata del 15 marzo 2020.

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