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Tanto denaro per nulla

BRUSSELS – I Paesi sviluppati si stanno spostando verso un contesto caratterizzato da tassi di interesse a zero a lungo termine. Anche se gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Giappone e l’Eurozona hanno mantenuto il tasso di riferimento a zero già da diversi anni, la percezione che si trattasse di una temporanea anomalia stava a significare che i tassi a medio e lungo termine restavano fondamentali. Tuttavia la situazione potrebbe cambiare, soprattutto nell’Eurozona.

Per la precisione, i tassi a zero vengono presi in considerazione solo per il debito nominale a medio termine che non è considerato rischioso. Ma, nell’Eurozona, i tassi sono vicini allo zero – e negativi per una sostanziale quota del debito pubblico – e si prevede che resteranno bassi per un po’ di tempo.

In Germania, ad esempio, i tassi sui bond a cinque anni saranno negativi, e solo poco più positivi, generando una media ponderata pari a zero. Chiaramente il contesto del Giappone caratterizzato da tassi vicini allo zero non è più l’unico.

Certamente, il programma di acquisto bond su larga scala della Banca Centrale Europea potrebbe eliminare i tassi di interesse temporaneamente, e, una volta che gli acquisti si fermeranno il prossimo anno, i tassi saliranno di nuovo. Tuttavia gli investitori non sembrano pensarla così. Infatti, il rendimento sui bund tedeschi a 30 anni è inferiore allo 0,7%, il che indica che gli investitori si aspettano tassi ultra bassi per molto tempo. E molti emittenti stanno prolungando la scadenza delle obbligazioni per bloccarle nei tassi di interesse attuali, che non possono scendere oltre (ma potrebbero aumentare molto).