Stephane de Sakutin/AFP/Getty Images

La crisi della leadership in Europa

BRUXELLES – L’elenco delle crisi dell’Unione europea continua ad aumentare. Ma oltre al voto del Regno Unito a favore della “Brexit” e quindi dell’uscita dall’Unione, l’imbroglio della corte costituzionale polacca, la politica di espansionismo della Russia, la questione dei migranti e dei rifugiati e del risorgente nazionalismo, la minaccia più grande per l’UE proviene in realtà dall’interno. La crisi politica della leadership sta infatti paralizzando le sue istituzioni.

Quasi a dimostrare il punto, i leader degli stati membri dell’UE (ad eccezione del Primo Ministro britannico Theresa May) si sono riuniti a Bratislava, in Slovacchia, per tentare di dimostrare solidarietà e avviare il processo di riforma post- Brexit. I partecipanti hanno fatto qualche progresso verso la creazione di un’Unione europea per la difesa, aspetto indubbiamente positivo, e verso l’ammissione dell’insostenibilità dell’attuale struttura organizzativa dell’UE. Tuttavia, non si è parlato quasi per niente di riforme economiche o istituzionali importanti.

Nel frattempo, il rifiuto del Primo Ministro italiano, Matteo Renzi, di comparire alla fine del vertice di fronte al pubblico con il Presidente francese François Hollande e il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha finito per confermare che la mancanza di leadership sta alimentando la disfunzione istituzionale. Un vertice che doveva dimostrare unità ha quindi invece rivelato un’ulteriore divisione.

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