L'Europa e la chimera del mercato finanziario unico

LONDRA – La sopravvivenza dell'eurozona è ancora una volta in bilico vista la richiesta della Grecia di cancellare il debito, porre fine all'austerità, e forse altro. Tuttavia, sebbene l'unione monetaria europea sia a rischio, e la sua unione bancaria appena agli inizi, la Commissione europea, dando prova di infinita creatività, è pronta a imbarcarsi in un'altra avventura, quella della cosiddetta "unione dei mercati dei capitali".

L'aggettivo "cosiddetta" è appropriato poiché il progetto, malgrado sia ancora in fase di definizione, non è certo concepito per dare vita a un mercato unico europeo dei capitali. I leader dell'Unione europea non sono tanto ingenui da annunciare un simile obiettivo, che richiederebbe un nuovo trattato – nessuno è disposto a stuzzicare questo vespaio. D’altra parte, gli elettori europei non hanno intenzione di trasferire più poteri a Bruxelles.

L'unione dei mercati dei capitali, in realtà, è nata come slogan coniato da uno degli accoliti del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Adesso, al nuovo commissario ai mercati finanziari, il britannico Lord Jonathan Hill, è toccato il poco invidiabile compito di dare sostanza all'idea. Le consultazioni a livello europeo sul relativo "libro verde" hanno prodotto più interrogativi che risposte.

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