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Il cordone sanitario monetario dell'Europa

WASHINGTON, DC – Al Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, piace criticare gli altri governi, compreso quello degli Stati Uniti, per le loro politiche “irresponsabili”. Ironicamente, è stata proprio la lingua un po' troppo sciolta dei tedeschi a portare l'Europa sull'orlo di un'altra crisi di debito.

I tedeschi, in risposta alla comprensibile irritazione della loro opinione pubblica contro i salvataggi di banche e paesi indebitati a spese dei contribuenti, stanno ragionevolmente richiedendo l'adozione di meccanismi che permettano una “più ampia divisione del fardello” - cioè delle perdite dei creditori. Tuttavia le loro nuove proposte, che implicano bizzarramente che i default possano avvenire solo dopo la seconda metà del 2013, non sono coerenti con tutto ciò che l'economia ci insegna al riguardo.

I tedeschi dovrebbero ricordarsi l'ultimo episodio di default generalizzato del debito pubblico: l'America Latina degli anni '70. La loro esperienza ci insegna che i paesi smettono di ripagare i proprio debiti quando i costi del default sono inferiori ai benefici. Le ultime dichiarazioni tedesche hanno spinto decisamente alcuni paesi europei chiave in tale direzione.

I costi di un default dipendono essenzialmente dal caos generato dall'interruzione dei pagamenti. Quali sono le difficoltà legali? Quanto tempo dura un default prima che un paese possa trovare un accordo con i suoi creditori? Quanto dovrà pagare in futuro lo stesso paese per piazzare nuovamente il suo debito nei mercati finanziari?