Paul Lachine

Il cordone sanitario monetario dell'Europa

WASHINGTON, DC – Al Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, piace criticare gli altri governi, compreso quello degli Stati Uniti, per le loro politiche “irresponsabili”. Ironicamente, è stata proprio la lingua un po' troppo sciolta dei tedeschi a portare l'Europa sull'orlo di un'altra crisi di debito.

I tedeschi, in risposta alla comprensibile irritazione della loro opinione pubblica contro i salvataggi di banche e paesi indebitati a spese dei contribuenti, stanno ragionevolmente richiedendo l'adozione di meccanismi che permettano una “più ampia divisione del fardello” - cioè delle perdite dei creditori. Tuttavia le loro nuove proposte, che implicano bizzarramente che i default possano avvenire solo dopo la seconda metà del 2013, non sono coerenti con tutto ciò che l'economia ci insegna al riguardo.

I tedeschi dovrebbero ricordarsi l'ultimo episodio di default generalizzato del debito pubblico: l'America Latina degli anni '70. La loro esperienza ci insegna che i paesi smettono di ripagare i proprio debiti quando i costi del default sono inferiori ai benefici. Le ultime dichiarazioni tedesche hanno spinto decisamente alcuni paesi europei chiave in tale direzione.

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