brexit NIKLAS HALLE'N/AFP/Getty Images

L’UE ha bisogno di una finale di partita sulla Brexit

PARIGI – Dopo 31 mesi di discussioni tra il Regno Unito e l’Unione europea sulla Brexit, la verità è che nessua delle due parti sa quello che vuole.

Questa triste realtà è ancor più evidente nel caso del Regno Unito, il cui Partito Conservatore è sempre stato in conflitto con sé stesso sul vero significato del voto del referendum sulla Brexit di giugno 2016. Dopo una serie di incidenti strategici e di clamorosi errori tattici da parte del Primo Ministro Theresa May, la lotta interna dei Tory si è inasprita a metà gennaio quando il Parlamento ha votato contro l’accordo di uscita negoziato dalla May con l’UE.

Allo stesso tempo, una maggioranza dei parlamentari e degli elettori britannici si è invece opposta all’uscita “senza accordo” sostenuta dalla linea dura degli euroscettici dei Tory. Uno scenario senza accordo porterebbe infatti il Regno Unito a violare una serie di impegni giuridicamente vincolanti a livello internazionale, metterebbe a rischio l’accordo del 1998 che ha messo fine al violento conflitto settario nell’Irlanda del Nord e si tradurrebbe in costi economici immediati e perdita di posti di lavoro. In un periodo in cui il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta accelerando la scomparsa dell’ordine globale del dopoguerra, è francamente sorprendente che i sostenitori della Brexit continuino a credere nella fantasia di un Regno Unito globale prospero e aperto al libero scambio. Ma nonostante tutto eccoci qua.

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