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Il costoso idolo fiscale della Germania

FRANCOFORTE – La Banca Centrale Europea è sotto duro attacco da parte della Germania, un paese che si è a lungo vantato di difendere il principio dell’indipendenza delle banche centrali. E’ stata infatti proprio la Germania che ha spinto affinché tale principio fosse incluso tra i criteri del Trattato di Maastricht che definivano le condizioni per l’adesione all’unione monetaria dell’Europa.

Per molti membri dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) il fatto di dover rendere indipendenti le proprie banche centrali per aderire all’euro ha comportato un grande cambiamento nel regime politico. Ad esempio, nel caso del referendum del 1992 in Francia per la ratificazione del Trattato di Maastricht, la prospettiva di autonomia della banca centrale francese è stata uno dei punti di forza della campagna contro l’adozione dell’euro.

Per contro, nella Germania odierna, mettere pressione sulla banca centrale è diventata una prassi standardizzata. Negli ultimi due mesi persino il Ministro delle finanze Wolfgang Schäuble ha commentato con regolarità sulla politica monetaria della BCE.

Gli interventi di Schäuble toccano il punto fondamentale dell’indipendenza della banca centrale. Se da un lato il suo tentativo non è quello di ridefinire l’obiettivo della politica monetaria (il “prezzo d’obiettivo” per usare il gergo della vecchia Bundesbank), dall’altro suggerisce quali strumenti la BCE dovrebbe utilizzare e in quali modalità per raggiungere tale obiettivo.