8

L’Arma Difettosa della BCE

BRUSSELS – Mentre la curva dell’inflazione nella zona euro si mantiene ostinatamente verso il basso, cresce la pressione sulla Banca Centrale Europea perché faccia “qualcosa” per evitare una deflazione vera e propria. Per questo “qualcosa” di solito si intende l’acquisto massiccio di titoli finanziari, o quantitative easing (QE). Ma il QE può davvero fare miracoli?

Il dibattito finora ha seguito schemi nazionali facilmente prevedibili: i paesi creditori non si oppongono alla deflazione, perché aumenta il valore reale del loro investimento, laddove gli oneri di rimborso dei paesi debitori tendono a diventare più gravosi.

In un’economia chiusa, per ogni credito ci deve essere un debito corrispondente. Ma si consideri ogni paese singolarmente: alcuni gestiscono un ampio debito estero, mentre altri mantengono un’ampia posizione creditoria.

Gli Stati Uniti e la Germania sono agli estremi opposti della scala “creditore-debitore”. Gli Stati Uniti, beneficiando del “privilegio esorbitante” di poter emettere debito denominato nella propria valuta, per più di 30 anni hanno operato in regime di disavanzo delle partite correnti. Il debito estero totale dei residenti negli Stati Uniti (la maggior parte del quale è in dollari statunitensi) è superiore ai 7 mila miliardi di dollari. Ciò implica che qualsiasi riduzione dei tassi di interesse degli Stati Uniti andrebbe a vantaggio del paese nel suo complesso, al contrario dei paesi creditori, come la Germania, per cui gli interessi attivi crollerebbero.