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L’immigrazione distrae il Regno Unito

LONDRA – Gli elettori britannici odiano gli stranieri o solamente i parassiti? Questa è essenzialmente la domanda posta dal premier britannico David Cameron nel suo tanto atteso discorso sull’immigrazione da altri Paesi dell’Unione europea, rilasciato lo scorso mese presso la sede di JCB, azienda di macchine da cantiere.

La scommessa di Cameron è che agli elettori non dispiacciono i polacchi o i lituani che lavorano sulle macchine di JCB nei siti edili sparsi per il Regno Unito. Ciò che non gradiscono sono le persone che emigrano nel Regno Unito per approfittarsi dei sussidi sociali.

Il discorso rappresenta la risposta di Cameron alle recenti defezioni di due dei suoi membri del Partito conservatore passati al Partito per l’indipendenza del Regno Unito (UKIP) anti-UE e anti-immigrazione, che teme possa rubare elettori ai conservatori nelle elezioni generali di maggio. Ma per quanto sia stato brillante il suo discorso, è improbabile che riesca a sconfiggere l’UKIP – e intanto lascia che il dibattito britannico sull’adesione all’Ue resti focalizzato sul tema sbagliato.

Il discorso di Cameron è stato una scommessa da uomo di stato più di tanti altri discorsi fatti prima – anche all’interno del suo stesso governo. Alcune delle sue dichiarazioni nelle ultime settimane suggerivano che avrebbe potuto rifiutare totalmente la libera circolazione dei cittadini Ue – uno dei principi fondanti dell’unione – e spingere altri governi europei ad opporsi a lui.