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Per una ristrutturazione “verde” del debito sovrano

PECHINO – Molti paesi in via di sviluppo hanno finora evitato gli alti tassi di contagio e di mortalità da Covid-19 registrati in altre parti del mondo. Sebbene questa sia una buona notizia, almeno nel breve termine, quella cattiva è che tali paesi sono destinati a subire le maggiori ripercussioni da un punto di vista economico.

La Banca mondiale stima che circa cento milioni di persone potrebbero sprofondare in una condizione di povertà estrema quale conseguenza diretta della crisi. Questa è soltanto la punta dell’iceberg in uno scenario che vede crollare le esportazioni dei paesi in via di sviluppo e finire al collasso piccole imprese, comunità e mezzi di sussistenza. 

Le implicazioni fiscali sono altrettanto preoccupanti, con il gettito in caduta libera e aumenti straordinari della spesa pubblica. Dal Bangladesh al Brasile, i paesi in via di sviluppo stanno cercando di mantenere a galla le rispettive economie con stanziamenti pubblici finanziati dal debito. Il pacchetto di stimoli varato dal Sudafrica per fronteggiare l’emergenza, il più ingente nella storia del paese con i suoi 26 miliardi di dollari, corrisponde a quasi il 10% del suo Pil.   

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