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In attesa della rivoluzione edilizia

LONDRA – Per 20 anni, la produttività nel settore dell’edilizia globale è cresciuta a un tasso annuale di appena l’1%. Oggi, l’industria ha bisogno di entrare nel ventunesimo secolo, in modo tale che possa soddisfare la crescente domanda di nuove strutture e far fronte alla crescita di alloggi a livello mondiale e alle lacune infrastrutturali.

Il ritmo lento di cambiamento del settore edilizio non è uguale a quello di altri settori come l’agricoltura e l’industria manifatturiera, che hanno trasformato la loro performance di produttività nel tempo. Tra il 1947 e il 2010, il settore manifatturiero statunitense ha raggiunto una crescita cumulativa reale della produttività (rettificata per l’inflazione) del 760%, rispetto al 6% del settore edilizio.

Anche se l’industria edilizia ha da tempo riconosciuto la sua debolezza, deve fare qualcosa per intervenire. Ma, considerando le incalzanti difficoltà degli alloggi e delle infrastrutture in tutto il mondo, questa situazione non è più sostenibile. L'urbanizzazione può stabilizzarsi in molte economie avanzate, ma continuerà a crescere nei paesi emergenti. Le 20 città più grandi del mondo, di cui il 75% in Asia, avranno bisogno di circa 36 milioni di nuove abitazioni entro il 2025.

Inoltre, nel 2014, circa 330 milioni di famiglie urbane hanno vissuto in un alloggio al di sotto degli standard o hanno avuto problemi finanziari a causa dei costi dell’alloggio; la cifra è destinata a salire a 440 milioni entro il 2025. Anche in un'economia avanzata come quella degli Stati Uniti, oltre il 40% della popolazione della California non può permettersi un alloggio decente ai tassi di mercato.

La crescente domanda di strutture rappresenta un'enorme opportunità per ridisegnare il settore edilizio e creare valore attraverso un'azione coordinata. Secondo una ricerca del McKinsey Global Institute, l'industria potrebbe aumentare la sua produttività del lavoro fino al 60% se si apportano modifiche in sette aree chiave: la regolamentazione; i processi di progettazione; i contratti; l’approvvigionamento e la gestione della catena di fornitura; l’esecuzione in loco; l'automazione avanzata, le nuove tecnologie e i materiali; le competenze.

construction sector

Un aumento del 60% della produttività creerebbe ulteriori 1,600 miliardi di dollari di produzione annua – circa l'equivalente dell'economia canadese - e aggiungerebbe il 2% al Pil globale. Questi vantaggi, di cui un terzo può essere realizzato solo negli Usa, sarebbero sufficienti per soddisfare metà delle attuali esigenze infrastrutturali del mondo.

La gestione di un progetto di costruzione raramente si dimostra semplice. Il successo richiede un coordinamento e un sistema operativo del progetto end-to-end, in modo che chi vi partecipa comprenda il proprio ruolo e concordi su indicatori chiave di performance.

Allo stesso tempo, le parti dell'industria con elementi ripetibili - in particolare alloggi a prezzi accessibili su larga scala - potrebbero negare molte delle cause fondamentali della bassa produttività spostandosi verso un sistema di produzione di massa. Ciò comporterebbe una maggiore standardizzazione, modularizzazione e prefabbricazione.

In un tale sistema, la maggior parte delle strutture sarebbe effettivamente costruita nelle fabbriche. Invece di avere diversi settori e sottosettori che cercano di farsi largo sui cantieri, la maggior parte del lavoro sarebbe eseguita fuori dal sito, in un ambiente controllato.

Alcuni costruttori di case residenziali stanno già implementando questo approccio. Ad esempio, un'azienda spagnola che costruisce edifici multifamiliari a quattro piani può costruire 5-10 volte più unità di quanto non possa fare con i metodi di costruzione tradizionali, ma impiega la stessa quantità di lavoro. Allo stesso modo, un costruttore canadese offre un numero fisso di progetti ripetibili con diverse opzioni di personalizzazione ed elenca i costi e le specifiche di ciascuno sul suo sito web.

Ma se l'industria delle costruzioni ora ha la possibilità di reinventarsi dopo decenni di crescita lenta della produttività, gli incentivi economici dovranno essere riallineati. Ad esempio, nel caso degli appaltatori, esiste un chiaro legame tra produttività e redditività, ma non è così forte come potrebbe essere. A meno che i proprietari non cambino le loro aspettative, molti imprenditori potrebbero perdere i profitti passando ad un sistema più efficiente e più ampio con meno licenziamenti.

I proprietari, da parte loro, di solito non operano su una scala abbastanza grande per cambiare le dinamiche del settore da soli. E poiché sono riluttanti ad assumersi maggiori rischi o a modificare le loro esigenze senza conoscere i vantaggi finali, ecco che prende piede la situazione di stallo.

Tuttavia, la crescita della domanda di nuove costruzioni può significare che l'industria sta iniziando a muoversi. I responsabili politici stanno cominciando a guardare seriamente alle questioni relative ai costi e alla portata di tale fenomeno. Queste includono alloggi a prezzi accessibili; bilanci pubblici restrittivi che rendono necessario risparmiare ogni singolo dollaro nei progetti infrastrutturali; e abbassare i prezzi del petrolio esercitando pressioni sui costi del capitale nel settore degli idrocarburi.

All'interno dell'industria, le grandi imprese aggressive, tra cui molte provenienti dalla Cina, stanno ora dando prova di potere a livello globale. Detengono il capitale per investire in approcci volti al miglioramento dell'efficienza e in nuovi sistemi di produzione e fanno uso di tecnologie sempre più accessibili - quali strumenti digitali, robotica avanzata o nuovi materiali.

Molti leader del settore stanno finalmente riconoscendo la necessità di cambiare e di esprimere la volontà di farlo. Sanno che se non si preparano alla prossima battuta d’arresto dell'industria ripensando le proprie operazioni, potrebbero restare indietro in quella che potrebbe rivelarsi la prossima grande storia di produttività del mondo.