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Quando l'argine politico cede

LONDRA – Gran parte dell’Europa è stata colpita da alluvioni, mentre l’America occidentale è avvolta dal caldo, dagli incendi e dalla siccità. I paesi ricchi stanno vivendo quello che molti paesi in via di sviluppo hanno sempre saputo, ovvero che il cambiamento climatico può diventare improvvisamente ingestibile quando non c’è un controllo delle acque.

A seguito dei disastri del periodo estivo, i leader politici, dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel al Governatore dell’Oregon Kate Brown, hanno debitamente lanciato un appello per l’accelerazione della lotta al cambiamento climatico a livello globale. Ma se da un lato la riduzione delle emissioni di gas serra è urgentemente necessaria, dall’altro lato non è sufficiente. La perdita della sicurezza idrica da parte delle comunità ricche testimonia infatti non solo gli effetti del cambiamento climatico, ma anche un fallimento a livello politico.

All’inizio del XX secolo, tutti erano esposti a delle condizioni climatiche difficili. Il territorio occidentale degli Stati Uniti, ad esempio, era per lo più inospitale per chi era abituato a temperature miti. Non c’erano ancora i frutteti dell’Imperial Valley della California in quanto il terreno fertile si seccava rapidamente diventando una crosta impossibile da arare. Le città che ora si estendono nei deserti di quella regione, ovvero San Diego, Los Angeles, Las Vegas e Phoenix, erano dei presidi privi d’acqua che non potevano offrire alcunché alle popolazioni moderne.

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