Santiago Armas/ZumaPress

La leadership americana in un mondo multipolare

LONDRA – Lasciare la ribalta non è mai facile. Gli Stati Uniti, come molte celebrità sulla via del tramonto, fatica a dividere la scena mondiale con altri paesi, e soprattutto con la Cina. Gli incontri, nei prossimi giorni, del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale - due istituzioni dominate dagli Stati Uniti e dai loro alleati europei - offrono l’occasione per mutare tattica e approccio.

Ma perché questo accada, gli Stati Uniti devono accettare il fatto che il mondo è cambiato. Negarlo non cambia le cose. Anzi, più a lungo gli Stati Uniti rimangono in uno stato di diniego, maggiore è il rischio di danneggiare gli interessi americani e l’influenza che l’America ancora esercita, seppure in misura limitata che in passato, sul resto del mondo.

Oggi il mondo non è  più organizzato, come ai tempi della guerra fredda, in due blocchi congelati in una posizione cautamente ostile. Ma non è neppure il mondo della Pax Americana che aveva dominato il decennio successivo alla caduta dell’Unione Sovietica quando gli Stati Uniti si imposero come la sola super potenza.

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